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martedì 17 aprile 2012

Manco da barbone

Dalla fessura delle listelle di legno verde ho visto avvicinarsi minaccioso un negro.
Tanto minaccioso non nell’aitante fisico, quanto nella scatoletta di oggettistica che teneva in mano. È passato largo ed è andato ad attaccar bottone con qualche coppia.
Magari mi lascia in pace, magari un vantaggio c'è.
Mi ero buttato su una panchina, così com’ero. Avevo voglia di guardare il cielo stando sdraiato su una panchina, una di quelle verdi che si trovano nei giardini.
Sopra avevo le nuvole e i rami di un albero, ancora mezzi spogli.
Avevo i cazzi miei, cazzi grossi da elefante africano, e ce li ho ancora, tanto grossi quanto miei, volevo stare in pace a guardare il cielo e fanculo il resto.