Telecamera a inquadratura fissa dentro la cavità di un
tronco. L’immagine è permanente, di giorno a luce solare, di notte suppongo a
infrarossi. C’è una covata d’allocchi: all’inizio quattro uova, poi tre
pulcini, uno dei quali muore presto, la mamma rimuove il cadavere. Era ancora
troppo indefinito per la nostra sensibilità, troppo prematura la sua
scomparsa perché le radici del senso d’affetto avessero tempo d’attecchire. Ne
rimangono due: l’occhio freddo continua la sua indifferente videocronaca;
dietro la telecamera, l’occhio pulsante di due umani spettatori. Osservano a
distanza, anch’essi relegati nella chat dei rispettivi computer, cominciano ad
affezionarsi, germoglia una tormentosa empatia per quei due batuffoli piumosi.
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mercoledì 15 maggio 2013
sabato 6 aprile 2013
mercoledì 6 marzo 2013
Arte della Politica in cerca di amanti
"Per fare l’artista ci vuole grande amore, grande forza di volontà, grande coraggio e sincerità. L’Arte insegna il coraggio di osare." [Renzo Bergamo]
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mercoledì 26 dicembre 2012
Jessica, Mark: grazie dal profondo del cuore
Peggio di chi tormenta gli altri per cattiveria c'è solo chi tormenta gli altri per bontà. [Astutillo Smeriglia]
Mai come nel periodo nefasto compreso tra il 25 dicembre e il 6 gennaio, che nell'arco di tutto l'anno più mette a dura prova la quotidiana ordinarietà dei ritmi di vita, con pretese di eventi straordinari, scovo con umana gratitudine e insperato sollievo quei piccoli fili che conducono al passaggio di queste rapide vorticose di tante promesse, buoni propositi, gozzoviglie crapulone e sperperi variamente infiocchettati, spacciati per comunione di bontà.
Mai come nel periodo nefasto compreso tra il 25 dicembre e il 6 gennaio, che nell'arco di tutto l'anno più mette a dura prova la quotidiana ordinarietà dei ritmi di vita, con pretese di eventi straordinari, scovo con umana gratitudine e insperato sollievo quei piccoli fili che conducono al passaggio di queste rapide vorticose di tante promesse, buoni propositi, gozzoviglie crapulone e sperperi variamente infiocchettati, spacciati per comunione di bontà.
martedì 20 novembre 2012
forza e fragilità
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mercoledì 3 ottobre 2012
A nascere sono buoni tutti
Mi ascoltarono con
interesse raccontare delle feste di compleanno, delle canzoni, dei regali e
delle candeline che di anno in anno si aggiungono sulla torta. “Perché lo fate?”
mi chiesero poi. “Per noi una celebrazione è qualcosa di speciale, ma non c’è
nulla di speciale nell’invecchiare. Non è necessario alcuno sforzo per
riuscirci. Succede e basta!”
“Se non festeggiate il
fatto di diventare più vecchi” replicai “che cosa festeggiate, allora?”
“Il fatto di diventare
migliori,” fu la risposta. “Festeggiamo quando pensiamo di essere divenuti
migliori e più saggi. Ma solo il diretto interessato può sapere quando questo
accade, e sta a lui informare gli altri che è arrivato il momento di
organizzare una festa.”
[…E venne chiamata Due Cuori, di Marlo Morgan]
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martedì 7 agosto 2012
Apodittiche gaiezze da calembour
“Senza intraprendere un'impervia discussione sui limiti alla
revisione costituzionale, ciò che appare di palmare evidenza è che difendere le
garanzie costituzionali (compito
pregevole), è ben diverso, invece, dall'opporsi a modifiche del testo
costituzionale finalizzate ad estendere
quelle garanzie. La Costituzione la puoi cambiare se vuoi ampliarne i
diritti.” [Il Democritico]
Leggendo questo post del Democritico, non soltanto ho
puntualmente trovato considerazioni ben argomentate; mi sono anche imbattuto in
due termini, uno retorico che avevo bisogno di rispolverare e puntellare, l’altro
una novità filosofica: calembour e apodittico.
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mercoledì 20 giugno 2012
Natura intima delle cose
Stasera ho recuperato una piccola tessera di quel mosaico dal titolo Natura intima delle cose. Davvero piccolo, ma sempre meglio di niente. Troppe volte perdiamo il contatto con la genesi delle meccaniche elementari, dei passaggi realizzativi. Perdiamo letteralmente di vista le albe e i tramonti, specialmente in città si perde il contatto con la concretezza dei bisogni quotidiani, si dimentica che la verdura cresce nell'orto, che si dissoda, si semina, si annaffia, si accudisce, eccetera eccetera eccetera.
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martedì 19 giugno 2012
Ode alla Cincia
Mi separano ormai tanti sogni e battiti di ciglia da quanto vi narro, in un luogo lontano nello spazio e nel tempo. Ma accadde.
Accadde un giorno che la Cincia, cangiante di lignaggio e onomatopeica al linguaggio, mi donò un'inattesa emozione. Eravamo vessati, frustrati, esasperati da una comune responsabile che, lungi dall'infondere entusiasmo, irradiava apatia, sbadiglio e ottusità, attingendo a piene mani da un barile puntualmente scaricato sui di noi gropponi.
Accadde un giorno che la Cincia, cangiante di lignaggio e onomatopeica al linguaggio, mi donò un'inattesa emozione. Eravamo vessati, frustrati, esasperati da una comune responsabile che, lungi dall'infondere entusiasmo, irradiava apatia, sbadiglio e ottusità, attingendo a piene mani da un barile puntualmente scaricato sui di noi gropponi.
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venerdì 25 maggio 2012
Cittadini italiani o chierichetti vaticani?
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
[articolo 609-bis, Codice Penale della Repubblica Italiana]
Questi sono i documenti, qualora si volesse leggerli.
Il primo, emesso in data 22 maggio 2012 dalla Conferenza episcopale italiana, contiene le “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici”. (è possibile scaricarlo in formato word anche da una pagina del sito della Cei)
Il secondo è il Codice Penale della Repubblica Italiana.
In particolare al Libro II Titolo XII Capo 3 Sezione 2, l’articolo609-bis e seguenti contengono le disposizioni di legge in merito a violenza sessuale e abuso su minori.
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mercoledì 9 maggio 2012
Sul conformismo di sinistra
Ieri, con un post sul suo profilo personale, Fulvio Abbate
ha fatto un regalo ai suoi contatti facebook, avvisando che è possibile
scaricare gratuitamente in formato pdf il suo saggio Sul conformismo di sinistra. È uno scritto del 2005, io devo ancora leggerlo, posso solo dirvi
che in tanti riferiscono di averlo apprezzato.
Ve lo segnalo qualora vi interessasse scaricarlo. È sufficiente
cliccare su “copyleft”.
Inoltre ho notato che anche qualche altro testo della collana “Pamphlet – polemistica e saggistica a tesi” presenta il tasto “copyleft”. Ed è così pure per altri libri su altre collane della Gaffi Editore.
Inoltre ho notato che anche qualche altro testo della collana “Pamphlet – polemistica e saggistica a tesi” presenta il tasto “copyleft”. Ed è così pure per altri libri su altre collane della Gaffi Editore.
Vedete voi. Magari curiosate un po’ tra gli scaffali e
trovate qualche lettura congeniale e gratuita.
Ciao
Ciao
K.
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giovedì 3 maggio 2012
Irish journalism
È un post breve nel
testo, essendo le parole contenute nei due contributi video.
Nel primo video dei
reggitori di microfono si rifiutano di cercarsi un altro mestiere.
Nel secondo video un
giornalista regge un microfono, rifiutandosi di posarlo.
I giornalisti
pongono domande scomode.
Le aste dei
microfoni reggono risposte confortevoli.
Per la cronaca,
Vincent Browne non ha rischiato il carcere o la fucilazione in piazza per il
suo atto sovversivo contro il Sistema della BCE; l'unico atto eroico sta
nell'aver semplicemente svolto il proprio mestiere.
K.
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domenica 29 aprile 2012
Chi s’accontenta gode? (parte seconda)
Urge un’integrazione al post “Chi s’accontenta gode?”, per
rendere merito alle valide considerazioni là fatte dal Granduca di Moletania, le
cui nobili terga, con annesse frattaglie, cuore, polmoni, cellule grigie, vessilli,
vestigia e vestaglie tutte, si sono spinte fin qua per lasciare due preziosi commenti. Ergo
per cui, ora li espongo in bella vista prima di riporli nel forziere (parafrasandoli spero correttamente), integrando i suoi originali apporti coi miei sottintesi inespressi.
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venerdì 27 aprile 2012
Chi s’accontenta gode? (parte prima)
Chissà com’è che certe espressioni, infallibilmente, le
trovo sempre sulla bocca di certe persone.
Chi s’accontenta gode.
Persone dalla vita stabile, certa, coraggiosamente edificata
su solide fondamenta di paura della propria ombra. Per puntellare e confortare
la rinuncia a tentare un qualcosa di non calcolato, di non prevedibile, ti dicono
che “Chi s’accontenta gode”.
Sapersi accontentare, saper cogliere la positività in ogni frangente,
saper vedere un bicchiere mezzo pieno, possono essere belle qualità. Aiutano
anche a tirare avanti in certi momenti, veri espedienti psicologici di
salvezza.
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martedì 6 marzo 2012
Mettersi nei panni (e nella bara) dell’altro
Un lettore a firma “kosciotto” mi linka questo articolo di Aldo Busi e nel farlo si pone la domanda: “Ma pisciare sulla tomba del prossimo dà così tanta soddisfazione?”
Lo ringrazio per la segnalazione, vado a leggere l’articolo di Busi, che trovo interessante. Mi piace sempre leggere considerazioni che stacchino dal coro, non importa se stia steccando il solista o i coristi all’unisono. Basta che il solista non stecchi col proprio pensiero.
Rispondo a kosciotto che penso sia sempre disagevole veder “pisciare” su una tomba. Penso anche che questa pisciata possa perdere molto del cattivo odore soltanto a patto che già venisse espletata nei confronti della persona viva, in tempi non sospetti e “non sepolti”.
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venerdì 2 marzo 2012
Germano, non proprio un mona
La morte è ironica a volte.
In una stanza d’hotel in Svizzera decide di portarsi via un famoso cantautore; per quanto lo faccia in silenzio, forse nel sonno, la notizia suscita clamore. Il giusto tributo a Lucio Dalla occupa i social media, le prime pagine dei giornali, i telegiornali nazionali. Le canzoni mai gridate di Dalla sovrastano tutto, seppelliscono per un giorno ogni altro decesso.
Lo stesso giorno, anzi nelle stesse ore della notte, in silenzio se ne è andato Germano Mosconi.
L’eco della sua morte non ha respiro nazionale, non era l’artista di prima grandezza che fu Lucio Dalla.
Nella vita, però, c’è bisogno sia di chi ti fa commuovere, sia di chi ti fa ridere.
Ridere non è peccato, come non lo è piangere.
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martedì 28 febbraio 2012
Giggi Robot d’acciaio
Intanto elenchiamo i componenti del robottino.
Fair Play
Gianluigi Buffon, in quanto capitano della propria squadra (nonché della Nazionale) di solito entra in campo precedendo i compagni in fila indiana, e tiene per mano un bambino. Ciò non viene fatto per sensibilizzare il pubblico sul calo della natalità. Il bambino tenuto per mano sta a simboleggiare una virtuale continuità di trasmissione di valori del gioco del calcio, dove i grandi giocatori (gli adulti) passano il testimone ai piccoli calciatori.
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giovedì 23 febbraio 2012
Bevete PepsiColla!
Trovo irritanti l’intimidazione, la prepotenza e la censura*.
Specialmente quanto arrivano in nome della solita etica commerciale di un capitalismo che sarebbe ora capisse che la miccia è sempre più corta, come la nostra pazienza, e ci si avvicina alla tolleranza zero per chi vuole gli esseri umani mero strumento al servizio del business; la creatività e le idee imbavagliate dalla logica del denaro.
Gli azzeccagarbugli di una potenza economica internazionale sono i sicari burocratici di una allegra e fresca comunità di ragazzi che hanno un piccolo blog.
lunedì 20 febbraio 2012
La nipote di Madama Butterfly
È finito Sanremo. Puntualmente non l’ho guardato.
Però per San Remo è come per San Siro: anche se non guardi la partita e te ne stai in piazzale Axum a leggere Dostoevskij, lo capisci quando una squadra segna. Ti arriva il clamore.
Insomma, adesso la conosco anch’io la cifra artistica della 62sima edizione del Festival della Canzone Italiana: sull’inguine di Belén Rodriguez è tatuata una farfalla.
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mercoledì 15 febbraio 2012
Dodicesimo: noncopiaincollare!
La parola - che si rifà al termine netiquette - deriva dalla contrazione del vocabolo di lingua inglese blog e quello di lingua francese étiquette ed è un invito all'utilizzo online delle buone maniere, uno stile comportamentale frutto di una serie di regole deontologiche fondate sul buon senso e sulla esperienza maturata online.
Questa è la Blogtiquette, elencata per punti nella pagina di Wikipedia; l’ho scoperta mentre leggevo un post su un blog.
A me fanno storcere sempre un poco il naso i “galatei delle buone maniere”, le regole codificate sull’educazione. Vedo aleggiare lo spettro del cicisbeo imparruccato, che recita un cerimoniale, celando le volgarità sotto la cipria. Educazione e buon gusto, per me, o li possiedi o non puoi brancarli, tutt’al più scimmiottarli.
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