lunedì 20 febbraio 2012

La nipote di Madama Butterfly

È finito Sanremo. Puntualmente non l’ho guardato.
Però per San Remo è come per San Siro: anche se non guardi la partita e te ne stai in piazzale Axum a leggere Dostoevskij, lo capisci quando una squadra segna. Ti arriva il clamore.
Insomma, adesso la conosco anch’io la cifra artistica della 62sima edizione del Festival della Canzone Italiana: sull’inguine di Belén Rodriguez è tatuata una farfalla.

Non c’è niente di indecente in quel battito d’ali. Se Belén fosse scesa da quelle scalinate completamente nuda, con la patata al vento, avrebbe espresso il meglio di sé.
“Senza la bellezza non sarei andata da nessuna parte...” ha affermato sinceramente la showgirl.
Che abbia un bel fisico e una certa personalità non serve sia io a dirlo. È sufficiente averla vista al fianco di Elisabetta Canalis, relegata al ruolo di scovolone da cesso rughe e ossa (e gambe storte) nell’impietoso confronto mediatico con la manza argentina.
Il nudo, la bellezza del corpo, la pornografia stessa, non sono volgari; sono opinioni di privato senso del pudore. Ognuno se lo gestisce come meglio crede. Diventano volgari quando da trasmissione di emittente privata, vengono elevati a mezzi di intrattenimento di servizio pubblico.

Belén ha risposto alle critiche dei parrucconi e intellettuali dicendo “Faccio la showgirl, mica le leggi”. Ha ragione da vendere. Belén entra, scende la scalinata ed esce elegantemente dalla vicenda. È stata se stessa.
Belén fa la Belén. Celentano fa il Celentano. I dirigenti Rai fanno i loro porci comodi con i soldi del canone che, sebbene costituisca un furto legalizzato, dovrebbe almeno finanziare un servizio pubblico.

C’è la volgarità, quella sì, de “la figa si vede la figa non si vede”. Dalla foto appare una strisciolina bianca, suppongo un assorbente esterno*, probabilmente richiesto espressamente dallo stilista che forniva gli abiti, vuoi mai che un poco di piscio inopportuno rovinasse la morale del fashion.
C’è il limitar di figa di Belén. Belén quello è. Ed è qualcosa “che tira” visto che alla fine si parla tanto di valori, cultura, arte, giovani, e la rava e la fava, ma poi sempre lì si finisce.
Alla fava e alla fica.
Fa audience, sono le leggi del mercato, dirà qualcuno.
Fa schifo, visto che un servizio pubblico non deve fare business, rispondo io.

Abbiamo detto che ci sono la figa, il culo, le tette, una che sorride trasognata come un’imene vergine al ballo delle debuttanti (o come una Nicole in un consiglio regionale).
Manca il deuteragonista del Festival della tragicommedia all’italiana. Abbiamo la nipotina, manca il vecchio porco tirato a lucido.
Scovarlo non è difficile. A presentare il Festival, ridendosela di gusto mentre sdogana l’estetica del seta ultra in prima serata Rai uno, c’è lui, un’icona dei bravi ragazzi evergreen: Gianni Morandi.
Invecchia davvero male, con la sua faccia da culo sorridente, per tutte le stagioni.
Va per i settanta, ma scimmiotta la triste parodia di se stesso mezzo secolo fa, atteggiandosi artritico al ragazzino che suggerisce alla fidanzatina di farsi mandare dalla mamma dal lattaio.
Così una sera capita una ragazzina tra gli ospiti internazionali e, a quello che potrebbe essere suo nonno, ammicca complice e piccante “Quanto sei figo!”.
Che tristezza vedere i matusa che giocano a fare i falchetti, quelli che a lingua e pasticche sono in grado di soddisfare dodici puledre per notte.
San Remo vista mare, San Martino vista villa.

Tornando a Belén perché te la sei fatta mandare; bel menestrello latte, sapone e acquasantiera? Quella goccia sulle labbra cos’è? Latte o sperma?
Sanremo è stata l’ennesima dimostrazione che il cosiddetto Berlusconismo è una pozzanghera nella quale ci piace grufolare come porcelli. Ruby e Silvio sono solo maschere di quel triste spettacolo chiamato Burlesquonism. Ecco allora Belén e Gianni, anch’essi, puntualmente, retribuiti con denaro pubblico.

È questa l’unica volgarità.
Che tutto questo baraccone di squallore, con ospiti internazionali ben retribuiti, venga messo in piedi con i nostri soldi.
Il nudo, il pube, la farfallina – che sia tatuata o che sia leccata – poco c’entrano.
Avere bisogno di rifilare in prima serata su Rai Uno Belén che scende da una scalinata durante il Festival della Canzone Italiana, per soddisfare i pruriti da sagrestia di chi non ha mai visto una figa anatomica o se l’ha vista è sempre e soltanto quella della santa donna della propria moglie, che le altre tutte puttane sono: questa è l’indecenza. Nell’epoca dei siti porno on-line, certe bigotterie fanno semplicemente pena.

Noi Italiani ci godiamo a rimarcare la nostra pochezza retrograda agli occhi del mondo. Evidentemente non siamo ancora pronti per ambire a un servizio pubblico televisivo.
La BBC è servizio pubblico.
La Rai, come qualcuno ha ben chiosato, tutt’al più è servizio pubico.
Rete 4 e i conflitti d’interesse televisivi di Berlusconi sono davvero naturali paesaggi sotto il sole del Festival di Sanremo.
Siamo sempre pronti a esportare il cattivo gusto in occasione di eventi a diffusione internazionale, si tratti di un summit del G8 o di un Festival della canzone.

Un servizio pubblico televisivo non dovrebbe essere e offrire qualcosa di – come possiamo chiamarlo? – più intellettualmente elevato?! Più socialmente utile, formativo e informativo?!

Belén e la sua farfallina sono stati a modo loro eleganti, ovvero se stessi. Tutto intorno a loro, lì sì, c’è stata tanta volgarità.
Non sono le farfalline di Belén (dio gliele conservi) a essere fuori luogo. È quel luogo che non dovrebbe nemmeno esistere nel novero dei servizi pubblici garantiti.

Qualcuno potrebbe dire che chi non gradisce il festival può sempre cambiare canale. Beh, la Rai fa pagare il canone anche a chi non la guarda, per cui non è sufficiente non guardare la Rai.
È ora di venderla, metterla sul mercato, rendere privato ciò che di fatto già produce prodotti commerciali d’intrattenimento.
A quel punto buon gusto o cattivo gusto diventano soltanto una voce di bilancio. Se fanno vendere spazi pubblicitari, bene, altrimenti la gente cambia canale.
Senza moralismi da elargire.
E senza canone da pagare.

Che bello sarebbe un mondo dove papponi e puttane cominciassero a muovere il culo per guadagnarsi da vivere, esentasse (nostre).

Senza offesa per Belén, ovviamente.

K.

*ringrazio Speaker Muto per avermi reso edotto su un moderno accessorio intimo femminile a me finora ignoto. Belén indossa un C-String.

38 commenti:

  1. Bellissimo il paragone con San Siro. Una volta in piazzale Axum mi arrivo addirittura un pallone crossato da Muntari!

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    1. Muntari non dà scandalo soltanto quando è nudo.
      Sotto la doccia.
      Sostituito.

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  2. D'accordissimo.
    Tra l'altro, vendendola (mi riferisco alla RAI), quasi sicuramente diversificherebbero l'offerta sui vari canali.

    ps. Uno dei 2 captcha mi dà dell'ordinario. Ha ragione da vendere.

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    1. E non indaghiamo sulla natura dei "canali".

      Invece l'altro dei due captcha cosa ti dà? Dell'ateo praticante...?

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  3. Anche per me il canone non dovrebbe essere più pagato, per quello che offre la tv di stato non c'è differenza tra lei e le tv commerciali, anzi è molto più qualitativamente scadente.
    Basta con la farfalla di Belèn, l'hai detto è li per far spettacolo è l'ha fatto alla grande, quando prenderà la laurea in ingegneria magari riuscirà a far sollevare le leve senza mostrare il fisico, per ora lo fa con quello e mi pare che siano tutti contenti, compresi i marpioni della Rai che si sono visti piovere addosso molta più pubblicità di quella che si aspettavano.
    Ah per fortuna, ci son quelle come lei che possono indossare vestiti con spacchi chilometrici, altrimenti quei poveri stilisti a chi li vendevano? E con la crisi che c'è facciamo affondare pure la moda? Io me lo sarei pure messo quel vestito, ma lo spacco mi sarebbe arrivato alla gola! E lo so oltre che la farfalla avrei mostrato pure il terrazzo coi gerani. O e qui se segnavano a san siro il boato si sarebbe sentito a piazza plebiscito !
    ahahaahah scusa stasera mi è presa la parlantina

    Chapta :occulys opera

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    1. :oD

      Ho notato che hai redatto un commento kisciottesco!
      W il terrazzo coi gerani! E w la parlantina!

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  4. l'unico modo per non sentire o leggere di Belen sarebbe andare in orbita
    se potessi lo farei
    mica ce l'ho con lei, fa quel che sa fare e lo fa bene, ce l'ho con chi ne fa un caso nazionale, un oggetto di discussione (maddecheeee???)in ogni luogo e fuori luogo
    non ho visto sanremo, però ho rivisto blade runner, y tu mama tambien, il magico mondo di amelie e faust
    echissenefrega del festival della fica!
    Scarlet

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    1. Ehi, non dirmi come finisce il Magico mondo di Amelie; anche io ho iniziato a guardarlo al posto del festival, ma non sono ancora riuscito a finirlo.

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    2. @Scarlet
      Ecchissenefrega appunto.
      Se poi non lo facessero, come praticamente tutto il palinsesto di puttanate varie, coi soldi nostri, mi fregherebbe molto meno ancora.

      @Granduca
      Mi state incuriosendo con il Magico mondo di Amelie... io sono fermo al film, che vidi, ma mi sa che c'è dell'altro che non conosco...

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    3. non dirmi che ti sei addormentato...
      se fosse così non guardare Faust: tempo 10' e sei cotto
      Scarlet

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  5. Non è un assorbente, si chiama C-String.

    Per il resto concordo, anche sul fatto di non aver guardato il Festival.

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    1. ma te com'è che conosci cose che alcune donne (io) non conoscono? Ma fa male? Perchè se si deve appiccicare come un cerotto bisogna strapparlo...Ahiahi

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    2. Grazie Speaker.
      Ho messo un link a fine post per correggere e colmare la lacuna. In fondo la Rai fa cultura, ma proprio in fondo.

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    3. mah...un cerchietto per capelli inguinale, meglio le mie mutande della nonna bianche con elasticone ahahahahha praticamente anti sturpo, perchè con quel coso lì il rischio di essere stuprate c'è, metti che scivoli all'insù....

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    4. La mutanda anti sturpo mi mancava!
      Prossimamente... Lo sturpatore! :D

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    5. @Lillina: mi piace tenermi aggiornato ;^)

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  6. Ha una farfalla sulla farfalla.
    Ridondante.
    Finisco il post e scrivo qualcosa di intelligente, lo ggiuro

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  7. non ho visto sanremo.
    e son molto felice di questa mia scelta.
    molto.

    bel post, k. :)

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    1. Da ripetere negli anni a venire.
      Mi raccomando!
      ;)

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  8. Ok, vabbè, ci rinuncio, le cose intelligenti le hai dette tutte tu.
    Chapéau

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    1. Quindi il tuo proposito di scrivere qualcosa di intelligente è durato 9 minuti... fai progressi!
      :D

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  9. Non sono d'accordo.
    Con i post e con i commenti.
    Perchè è facile dirlo quando non ci si sta dentro. Io ho fatto anni di radio e da 8 lavoro in un network televisivo.
    Che si basa come la rai sullo stesso modello di business. Faccio Televisione per gli abbonati che pagano il canone. Ecco il canone rai. Da persone intelligenti come voi mi aspetto una reazione diversa. Perchè il canone serve non a pagare Belen ( e s Belen ci arrivo dopo) ma su una semplice tassa. Il canone serve a pagare l uso della tv. Si paghi la frequenza. Non ti piace? Non vedere la tv. Non vedendo la tv però sei tagliato fuori dalle news dallo sport dai concerti. Se sei intelligente ti compri un dvd (e pure li devi pagare il canone perchè usi la tv).Questione Belen. La rai non ha pagato (forse) una beata mazza. L'ha pagata la pubblicità o forse è andata aggratis. Si forse è andata agrratis perchè Belen (o chi la gestisce) scema non è. Perchè sa benissimo che se va in una discoteca a spiluccare un po di prosecco in tempi normali guadagna 35mila euro. Dopo sanremo per due di mosse con il culo (è una show girl e io l ho vista dal vivo ed ha un culo che ferma gli orologi) ne prende 50mila.E' un mercato di merda.
    Celentano ed Emma. Ok basta che una vada su nielsen e si rende conto. Celentano incide per Clan Celentano ed è distribuito da Universal Music. Emma vuoi indovinare per chi incide?
    Hai ragione. Ma queste sono le regole BERE O AFFOGARE. Io non voglio affogare perchè ho famiglia perchè chi spesso è criticato perchè scrive x factor o il grande fratello mi ha insegnato la vita, un buon libro, o un buon vino. E spesso non è neanche colpa loro se si trovano come capo degli autori Moccia.
    Se vuoi ti racconto un aneddoto di cui è testimone Lillina: io un ora prma ho scritto su facebook chi ha vinto il premio della crtitica e quello di S.remo. Mi è stato detto da un amica: Che per 6 giorni consecutivi si era fatto dalle 10 alle 13 ore consecutive al lavoro lei come tanti altri tecnici attrezzisti montatori scheduler booker etc. Ti dirai? Bel lavoro stare in sala stampa. Sti cazzi: ha un contratto a progetto e non sa se la pagano per questa trasferta. Ma allora perchè lo fa. Per i motivi che ti ho detto un fuoco che spesso ti brucia.
    E poi te lo chiedo sinceramente ma un S.remo condotto da Margherita Hack sei sicuro che è divertente? Io dico che chiude al pilota.
    Volevo risolvere la questione con una battuta e rispondere: Che io una volta a Piazzale Axum dopo una punizione di Vieri sono stato colpito da un perizoma della canalis.
    Ti chiedo scusa per questo commento troppo lungo e che forse non pubblicherai. Pero' aveva ragione Cambiasso quando ha detto che se ogni cazzata scritta sul mondo del calcio si pagava una tassa di 1 euro Monti ci faceva una manovra.
    Grazie per lo spazio.

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    1. il fatto è che ci prendono tutti per deficienti
      spendano i soldi in formule di programmi che siano al'altezza di un nuovo secolo e non di quello passato
      belen ci sta, è sanremo che deve morire
      Scarlet

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    2. Testimone vivente, giuro pensavo avesse indovinatopoi mi ha spiegato... E per tutto il resto che ti devo dire tu sei avanti....Spero che il tuo orologio quella volta non si sia fermato sulle 6 e mezzo ;) smack
      Kisciotte scuse le smancerie, ma io questo lo amo troppo assai.

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    3. Ciao Cielo
      Premessa, poi ti rispondo da parte mia. Come scritto nella pagina "Commenti", io non censuro nessuno, tranne nei casi di gratuita offesa e maleducazione. Il tuo commento è argomentato ed educato, inoltre è per me il più significativo, perché chi concorda mi gratifica senza dubbio, ma con ciò che penso so già di concordare. Mi interessano di più punti di vista differenti. Quindi grazie, altro che scusarti. Lo spazio commenti è sempre a disposizione e non esiste alcun limite di lunghezza. Ora passo a risponderti per ciò che penso.
      Personalmente cerco sempre di farmi opinioni indipendentemente dallo star dentro o fuori una situazione, altrimenti prevale il senso di convenienza. In vita mia ho lasciato due posti di lavoro anche se mi sarebbe stato più conveniente restarci. Con questo non ne faccio un metro di giudizio sugli altri, parlo solo per me, nel leggere "è facile dirlo quando non ci si sta dentro".
      Network come Sky e Premium fanno pagare una quota d'abbonamento, ma c'è libertà di scelta e soprattutto non hanno la missione istituzionale di dover fornire servizio pubblico. C'è anche chi si abbona a dei canali porno, ma certi network non sono tenuti a rispettare dei presunti parametri di servizio sociale.
      Su Belen sono d'accordo con te, il suo cachet alla fine manda in attivo gli introiti, così come trovo demenziale criticare gli stipendi dei calciatori, visto che sono prodotti sui quali investe la macchina del business calcistico. Ma sono situazioni di business privato.
      Anche di Celentano ed Emma, non mi serve nemmeno darti ragione, perché "non mi pongo nemmeno il problema".
      Per me questo è il punto. Le regole sono queste ma andrebbero cambiate. Tra il bere e l'affogare scelgo il nuotare in scenari diversi, perché niente è fatto per non esser mutato. E non c'è nessun diktat sacro sul fatto che la Rai debba continuare a essere impostata su logiche di business.
      Mi spiace per gli addetti ai lavori del settore, che tengono famiglia e che lavorano in Rai, magari per X-Factor, ma (e mi riferisco soltanto alla Rai) una rete pubblica non deve nemmeno porsi nell'ottica di un confronto di guerra commerciale con le reti private. Se loro non si vergognano a mantenere la famiglia ammorbando di cazzate un servizio pubblico io non mi vergogno ad augurargli di finire a dormire sotto i ponti. Oppure si battessero per continuare a fare lo stesso mestiere nella stessa emittente, ma privatizzata.
      La Rai andrebbe pesantemente ridimensionata, "ridotta" a garantire pochi ed essenziali servizi pubblici di qualità, lasciando a strutture private la gestione commerciale di eventi come il Festival di Sanremo, il calcio, i varietà. Un ospedale è servizio pubblico, una scuola è servizio pubblico, Fiorello e Carlo Creti non sono servizio pubblico. E poco mi frega che siano affabili conversatori o degustatori di vino. Andassero a degustarli nel servizio privato. A chi fa servizio pubblico la cena gliela offro con i miei soldi. E volentieri. Tenessero o meno famiglia.
      Riguardo a Margherita Hack, non mi dispiacerebbe affatto se curasse una rubrica scientifica con Piero Angela. Se presentasse Sanremo la reputerei squallida, così come reputo squallido chiunque accetti di portarsi a casa uno stipendio occupando spazi di servizio pubblico con le trasmissioni in stile Magalli, Frizzi e Clerici. E alla loro retribuzione, fosse anche in maniera simbolica, concorre pure il canone imposto. Andassero a fare i loro spettacoli sulle reti private o sulle stesse reti attuali, una volta privatizzate.
      Io non ho niente contro X-Factor ecc. Semplicemente sono prodotti che andrebbero messi in vendita e poi gestiti da privati, come un McDonald o una sala cinematografica.

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    4. "Tra il bere e l'affogare scelgo il nuotare in scenari diversi"
      Nobile k., per quel che vale il pensiero di un semplice scrutatore non votante, ti stimo.
      Esiste sempre una terza via.
      Io, a un certo punto della mia vita, ho dovuto scegliere se bere od affogare: ho preferito cambiare specchio d'acqua.

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    5. Io sono anni che lavoro in questo ambiente. Per mia scelta.
      Perchè mi piace ancora. Anche se devo bere cose non propriamente sane.
      E che io ammiro voi che siete riusciti a cambiare. Ma io a vendere assicurazioni sinceramente dopo tutti questi anni non mi ci vedo.

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    6. Cielo, confido sul buon cuore di K. e abuso del suo blog.
      Ho cambiato quando non ne potevo più. Era diventato tutto veramente insostenibile (magari ero cambiato io, vai a sapere).
      Finchè mi ha dato qualche soddisfazione ho resistito e sono rimasto. Quando la gastrite ha cominciato a prendere il sopravvento me ne sono andato. Erano altri tempi, però.
      Poi, come giustamente hai detto tu, parlo da "esterno". Mi sono permesso di intervenire perchè avevo capito che non ti trovavi per niente bene e mi era spiaciuto. (vabbè scusa la consecutio)
      Ciao.

      ps. faccio notare che ho dovuto ricaricare 3 volte questa nuova generazione di captcha e mettermi gli occhiali. Eeano così belli quelli di prima!!!

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    7. @Cielo
      Io lavoro nella comunicazione. E a compromessi vengo pure io con ciò che vorrei fosse e ciò che è. La mia critica non è affatto alla professione e nemmeno alla qualità o virtuosità del prodotto.
      L'unica cosa che critico è vedere appellato come "servizio pubblico" ciò che non lo è affatto; con tutte le storture assurde della sfida commerciale con dei competitor che non dovrebbero essere tali, ovvero le reti private.
      Mi preme chiarire che per me scrivere le sceneggiature per il Grande Fratello è commercialmente valido quanto fare il palinstesto di Superquark. Ma vorrei un mondo della comunicazione dove il primo rende conto a vincoli di profitto economico privato e l'altro a profitto informativo-culturale pubblico. Visto che ci lamentiamo del tessuto sociale spesso passivo sulle vicende "politiche" sarebbe ora di elevare e creare una proposta comunicativa sui canali media, che abbia la stessa dignità di un qualsiasi prodotto culturale, dove il fine non è l'attivo di bilancio ma l'attivo formativo. Gestito con regole manageriali da fare invidia al privato. So benissimo che per ora sono solo chimere che volavo via su ali di farfalla. ;)
      Ciao

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    8. @MM
      Il mio buon cuore non ha alcun merito.
      La qualità dei vostri commenti conquista da sé ciò che merita ;)

      ps: faccio notare che anni luce fa il tuo infermo offriva stampella ai miei scoramenti e sostegno alla mia vecchiaia nell'impari, eppur giusta, guerra. Se la notte non dormirai bene, non sarà colpa dell'insonnia. Sarà la tua coscienza.

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    9. Nobile K. purtroppo è l'età.
      Ho dovuto capitolare perchè, quando mi collegavo da utente qualunque al mio blog, ero in difficoltà.
      E mi sono detto: faranno fatica anche gli altri simil-anziani...
      Mr. gugol sta usando lo stesso generatore di captcha dei server da cui scaricare i torrent. Questo meccanismo di difficile lettura è usato per scoraggiare il free download e incentivare gli abbonamenti. Ma qui! Che bisogno c'era? Non andava bene il sistema primigenio?
      Ho visto che sui forum il problema è stato posto: per ora gugol tace.

      E purtroppo, se di notte non dormo bene, non è la coscienza ma il catetere ;)

      Domani mi farò cospargere il capo con cenere doppia.
      Ciao grande!

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    10. Ciao MM
      mmm... ora vado su google a capire cosa siano i torrent, che io dell'informatica sono ferrato solo sui captcha. Per questo li difendo a spada tratta!
      Tu non capitoli, tu cateteri.
      Ergo per cui, il fregio della casata degli MM sarà su tutti gli scudi delle nostre armate.
      Anche per te daremo sempre battaglia.
      Senza quartiere.
      Senza rione.
      Senza contrada.
      Insomma, chi l'ha dura la captcha!

      (ti auguro il miglior sonno e la migliore ripresa, di cuore)

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    11. Ciao io non amo guardare la televisione, per tanti anni ho posseduto un'apparecchio allo scopo di non privare mia figlia e me stesso dello spettacolo di un cartone o un film su videocassetta per cui pagavo il noleggio. Non possedevo antenna e non usufruivo quindi di alcun servizio da parte della rai, sono comunque un evasore, perché la tassa è sull'elettrodomestico. Si parla di estenderla addirittura, dopo averne messa una nel prezzo d'acquisto vorrei ricordarlo, a tutti gli apparecchi che potrebbero permettere la visione della tv, il pc ad esempio. Nel bar dove vado a prendere il caffè c'è una tv vogliamo estendere il canone anche al cappuccino? In cosa dovrebbe consistere la mia intelligenza. Preciso che non bramo in alcun modo una tv diversa, culturale o d'intrattenimento che sia. Posso comunque trovare un sopruso obbligarmi ad una tassa fosse anche per salvaguardare dei posti di lavoro? Posso scegliere liberamente a chi dare i miei soldi? Inoltre se è vero, come credo che sia, che la rai debba inseguire logiche commerciali nella scelta di conduttori e palinsesti, perché l'esigenza di una tassa che pone la rai tra l'altro anche nella posizione di concorrente sleale o almeno con il vantaggio di qualche milione d'euro? c'è o no libero mercato? è o no il palinseato deciso in base, giustamente, all'appetibilità per gli investitori ( pubblicità )? Mi trovo nella triste tristissima condizione di dover denunciare il fatto che l'immondo, l'innominabile stia subendo concorrenza sleale.
      Ed ora andiamo a vedere questo nuovo captcha che ancora non conosco.
      Cazzo hanno ragione.

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    12. Ciao Giovanni.
      Purtroppo hai ragione anche sull'immondo, tecnicamente parlando, in quanto imprenditore televisivo penalizzato.
      Sono tutte incongruenze incastrate tra loro, che non esisterebbero se tanto per cominciare si eliminassero il canone e ogni tassa di sopruso sociale (vedi quelle che citi). Poi, se proprio proprio deve esserci un servizio di informazione/comunicazione pubblico (= pagato da noi) si fa così: Rai uno due e tre, le si chiama pippo, pluto e paperino e si vendono al miglior offerente (con tutto il carrozzone commerciale che c'è dentro). E buona fortuna nel libero mercato della competizione. Si mantiene soltanto qualcosa di simile alla BBC, una struttura agile ed efficiente. Così magari la smettiamo di vedere cabarettisti e soubrette sotto contratto faraonico, ma quando c'è da dare una news nel mondo, i nostri TG non sanno fare altro che pagare a peso d'oro i servizi realizzati da BBC, CNN, Al Jazeera, ecc.

      (sarai sempre mondo dall'immondo se non monderai il captcha... cazzo non fare cazzate!)

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  10. Si critica tanto questa tv, ma diciamo la verità: chi guarderebbe un programma culturalmente elevato? La maggior parte guarda il cul sollevato da push-up ;)

    P.S. Per me il tatuaggio è finto, tanto rumore per...nulla.

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    1. Avevo letto su un post di giovanni una riflessione di fronte a una domanda sconfortata come la tua. E provo a riproporla a te, un poco provocatoriamente. L'idea è quella di stare sulla persona, e non generalizzare. Ovvero:
      Tu guarderesti un programma culturalmente elevato?
      Tu guardi solo il cul sollevato dal push-up?
      Se le risposte sono SI e NO magari siamo già in due a sottrarci alla "maggior parte". E così non colpevolizziamo altri per eventuali nostri limiti.

      Personalmente, per il contenuto del post, potrei anche rispondere tranquillamente NO e SI.
      Perché qua il punto non è la produzione televisiva in toto, ma il fatto che il servizio pubblico deve fare informazione e cultura, quello privato può fare ciò che vuole, sia cultura sia culturismo da fondoschiena (ma punterebbe giustamente sul culo, per un fatto di più facile ritorno commerciale).
      Sta poi all'abilità dei produttori e dei manager rendere gradevole, appetibile e digeribile alle fasce sociali una proposta informativa ed educativa. Non è che si debba passare dagli occhi fuori dalle orbite per il tatuaggio di Belén all'occhio vitreo per rigor mortis in seguito a tre ore non-stop di Albertazzi che legge Dante.
      Magari potremmo mettere questo in palinsesto: "La farfallina di Belén: vera o finta? Un viaggio nella cultura del tatuaggio all'henné". E via così. L'elevazione intellettuale e il fare cultura sono additati come noiosi solo da quei professionisti del settore che hanno bisogno di quest'alibi per la loro incapacità di plasmare la materia.

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    2. La mia domanda scaturisce dal fatto che non sono convinta che la tv pubblica debba fare cultura, perché credo sia propria di altri ambiti. D'altra parte non demonizzo nemmeno le showgirl.
      Per me è la professionalità che fa la differenza.
      Intendo dire che mi ricordo di una tv di intrattenimento in cui le ballerine si chiamavano Heather Parisi e Raffaella Carrà, ed avevano dei corpi di ballo, non solo dei corpi con cui ballare.
      C'erano comici che facevano ridere senza dire una parolaccia ogni due secondi e se la dicevano non aveva niente di volgare.
      Qui non si tratta di farfalle vere o finte, ma di qualità, di proponimenti.
      E' come paragonare un quadro di nudo artistico con una porno. Qual è la differenza? Sono entrambi nudi, ma l'effetto è completamente diverso.

      Personalmente non guardo la tv, ma, come vedi, sono al corrente di ciò che succede, ed è strabiliante già questo! Guardo film che scelgo di vedere, serie tv che mi interessano e gli unici programmi che si salvano li rivedo in differita, parlo di Report o Le iene. I tg li rifuggo come la peste e non sono una vittima degli allarmismi degli ultimi anni, dall'aviaria alla neve, ma sono informata lo stesso da altri canali informativi.
      La supposizione sulla falsità della farfallina di Belen è dettata dal forte senso critico (costruttivamente parlando) che mi contraddistingue, troppo abituata a vedere che spesso quello di cui si parla è sempre e solo fumo negli occhi.
      Perciò quello che in realtà dobbiamo chiederci è se sia la tv a sceglierci e siamo noi a scegliere lei e se la scegliamo perché lamentarsene?

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    3. Sì, avevo capito il doppio senso di "vera/finta". E volevo giocare sul "triplo senso" ovvero stando al primo senso, quello oggettivo, per proporre un documentario culturale... ma sono ingarbugliamenti della mia mente. :D
      Invece, in sintesi, per non finire a fare domande alla Marzullo, dico questo.
      Tutto ciò che si vuole vendere può essere messo in vendita; volgarità o meno sono fatti personali. Chissenefrega. Lo decide il mercato. Ogni prodotto ha il consumatore che merita e viceversa.
      Questo penso per i prodotti da tv privata e commerciale.
      Invece, tornando alla Rai, il discorso per me cambia.
      Ovviamente si può decidere di eliminare la Rai, come gestione pubblica. E per come è messa sarebbe a vantaggio sia nostro che della libera concorrenza.
      Ma nel caso, dico nel caso, si decidesse di avere un servizio pubblico, dovrebbe essere concepito con lo sforzo di essere educativo, di informazione meno disonesto possibile, ecc. Tutto qua. Non è un tema facile da affrontare, però non bisogna nemmeno fare il giro del tavolo, altrimenti si torna al punto di partenza.
      E al punto di partenza già ci stiamo: prodotti squallidi spacciati per servizio pubblico. Con programmi che "insegnano" a sculettare, vincere soldi aprendo una scatola, e con tg dove viene spacciata per assoluzione una prescrizione. Col canone per giunta!
      Penso, ME, che purtroppo non tutte le persone sono in grado come te di avere un'istruzione e un'intelligenza ovvero uno spirito critico per filtrare i canali dove documentarsi. Penso ai miei genitori, e a tanta altra gente che non è stupida ma non è nemmeno particolarmente istruita (e a volte non basta l'intelligenza grezza per avere una mente critica), e viene puntualmente tenuta a rimbecillirsi davanti alle cazzate che trasmette la Rai. O la si vende, o la si strariduce a qualcosa di valido, ma ora come ora è davvero lo specchio della società.
      E a stare a rimirarsi, non si migliora, si invecchia e male, magari col cerone, i tacchi e capelli finti in testa. Attualmente la Rai prepara i cloni mentali di soggetti che magari ci fanno schifo, ma fanno formazione permanente sui canali del servizio pubblico.
      1984 è ciò che oggi è la Rai, e siamo nel 2012.

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