domenica 13 maggio 2012

come barchette

Mi sono limitato a sorridere intenerito, in silenzio.
Un po’ per non allarmarla e spaventarla più di quanto già fosse. Soprattutto per non mancare di rispetto alla sua recita coraggiosa. Però la scenetta è stata così esilarante e commovente che ho rischiato di riderle in faccia e di apostrofarla dando voce ai pensieri.

mercoledì 9 maggio 2012

Sul conformismo di sinistra

Ieri, con un post sul suo profilo personale, Fulvio Abbate ha fatto un regalo ai suoi contatti facebook, avvisando che è possibile scaricare gratuitamente in formato pdf il suo saggio Sul conformismo di sinistra. È uno scritto del 2005, io devo ancora leggerlo, posso solo dirvi che in tanti riferiscono di averlo apprezzato.
Ve lo segnalo qualora vi interessasse scaricarlo. È sufficiente cliccare su “copyleft”.
Inoltre ho notato che anche qualche altro testo della collana “Pamphlet – polemistica e saggistica a tesi” presenta il tasto “copyleft”. Ed è così pure per altri libri su altre collane della Gaffi Editore.
Vedete voi. Magari curiosate un po’ tra gli scaffali e trovate qualche lettura congeniale e gratuita.
Ciao

K.

martedì 8 maggio 2012

Fase di stabilizzazione

Finalmente è arrivata. Dopo più di un anno. L’ho attesa paziente e senza ansie, intanto lo so che prima o poi arriva, puntualmente e quando vuole lei. È una costante delle esperienze che mi capitano, quelle significative e con una certa durata.
Di più, quelle significative e piacevoli.
Perché alle esperienze brutte o che non mi garbano, magari concedo una chance di verifica, un breve tempo d’appello se proprio voglio togliermi il dubbio di una falsa prima impressione. Poi scarto. E se non posso scartare, perché ci devo per forza convivere, non mi ci abituo mai, ben contento di avvertire un costante senso di malessere e di mai assuefazione. In attesa di una svolta brusca per poterle scalciare a remengo nella polvere fuori dalla portiera del disagio.

giovedì 3 maggio 2012

Irish journalism

È un post breve nel testo, essendo le parole contenute nei due contributi video.
Nel primo video dei reggitori di microfono si rifiutano di cercarsi un altro mestiere.
Nel secondo video un giornalista regge un microfono, rifiutandosi di posarlo.
I giornalisti pongono domande scomode.
Le aste dei microfoni reggono risposte confortevoli.

Per la cronaca, Vincent Browne non ha rischiato il carcere o la fucilazione in piazza per il suo atto sovversivo contro il Sistema della BCE; l'unico atto eroico sta nell'aver semplicemente svolto il proprio mestiere.

K.

domenica 29 aprile 2012

Chi s’accontenta gode? (parte seconda)

Urge un’integrazione al post “Chi s’accontenta gode?”, per rendere merito alle valide considerazioni là fatte dal Granduca di Moletania, le cui nobili terga, con annesse frattaglie, cuore, polmoni, cellule grigie, vessilli, vestigia e vestaglie tutte, si sono spinte fin qua per lasciare due preziosi commenti. Ergo per cui, ora li espongo in bella vista prima di riporli nel forziere (parafrasandoli spero correttamente), integrando i suoi originali apporti coi miei sottintesi inespressi.

venerdì 27 aprile 2012

Chi s’accontenta gode? (parte prima)

Chissà com’è che certe espressioni, infallibilmente, le trovo sempre sulla bocca di certe persone.
Chi s’accontenta gode.
Persone dalla vita stabile, certa, coraggiosamente edificata su solide fondamenta di paura della propria ombra. Per puntellare e confortare la rinuncia a tentare un qualcosa di non calcolato, di non prevedibile, ti dicono che “Chi s’accontenta gode”.
Sapersi accontentare, saper cogliere la positività in ogni frangente, saper vedere un bicchiere mezzo pieno, possono essere belle qualità. Aiutano anche a tirare avanti in certi momenti, veri espedienti psicologici di salvezza.

martedì 24 aprile 2012

Psicoanalisi regressiva portafoliare

Due giorni fa Hombre mi ha rivolto una domanda: “A proposito, ma i mancini tengono il portafoglio nella tasca sinistra dei pantaloni?”
Ho risposto sbrigativamente: “Non lo so, io non lo tengo mai nella tasca dei pantaloni che poi me lo rubano.”
Poi in questi due giorni ho riflettuto il giusto su questa mia affermazione. Effettivamente, soprattutto d’inverno, tengo sempre il portafogli nella tasca interna del giubbotto, al riparo da malintenzionate mani altrui. Quando non ho addosso qualcosa con le tasche, a volte utilizzo il marsupio.
Però ci sono le volte che il portafogli lo metto nella tasca posteriore dei pantaloni. In situazioni affollate, per non dover star troppo concentrato in allerta antifurto, me lo ficco in una tasca anteriore, e attivo i recettori testicolari di variazione di pressione.