sabato 28 gennaio 2012

Credi sia aria quella che respiri ora?

“Credo alle coincidenze soltanto quando viaggio per aeroporti e stazioni”, disse una volta un tale.
La penso come lui.
Così, quando mi imbatto in un post nelle cui riflessioni mi riconosco, e scopro che nel ristretto cenacolo dei commentatori, ospiti del padrone di casa, si trovano anche Morena e Giovanni, due tra i blogger gli scritti dei quali con più piacere leggo, sempre nella trepidante attesa che rinnovino la scalata alla hit-parade della mia blogroll, con nuove sapide considerazioni, io quando ciò capita… dunque, quando ciò capita dicevo... dov'è il soggetto? non c'è ancora, come sospettavo cavolo!, le incisioni subordinate abbondano, ma il soggetto si è dato alla macchia ellittica… mannaggia al periodone troppo lungo da analizzare… ho perso il filo, uffa!

Rifo! andando per metafore di dialettica commensale.
Quando trovo seduti allo stesso tavolo, in una saporita trattoria (i ristoranti li lasciamo a un livello di stallatico economico-sociale da fashion olgettino e sorrisi di porcellana con dentatura igienistica), piacevole trattoria che ho scoperto da poco, e a far tavola vedo seduti due commensali che mi pregiano del “tu”, in quei casi io non credo alla coincidenza di un viaggio. Penso piuttosto che, per una fortuita casualità, ho fatto una somma giusta di frequentazioni, e il risultato è che i conti, stranamente, stavolta tornano e alla fine magari pago pure io il conto (Oh! è una licenza letteraria, per seguire un gioco di parole, mica che vi fate strane idee! Si fa “alla romana” ovviamente... Ovvero offre Giovanni che è di quelle parti).

Venendo al dunque, tra le considerazioni di Luca, c’è quella sul fatto che “se vado fuori, quasi sicuramente, non “esporrei” i miei pensieri come faccio qui, li terrei trattenuti, ovvero non consentirei al mio pensare l'azione, ma la difesa, perché fuori è difficile prendere un proprio simile e dirgli così d'acchito come la si pensa, si rischia per essere invadenti, inopportuni, piccoli folli in cerca di applausi.”

Già.
Una ipotesi, tra il buffo e il serio, consisterebbe nel creare una specie di monile di riconoscimento.
So che esistono certi stratagemmi tra iscritti a community o frequentatori di “circoli” a finalità sessuale, squisitamente carnale o sofisticatamente feticista che sia. Questi massoni dell’ormone indossano un ciondolo, un anello, una spilla o altro indizio interpretabile soltanto da chi è a conoscenza dello stesso codice di comunicazione; il messaggio criptato corrisponde a "sono disposto a fare sesso senza tanti preamboli, parliamone pure". In questo modo diventa privo di rischio e di remore l’atto di “rivelarsi”, in qualità di gaudente scoparofilo.
Ecco, si potrebbe sperimentare un metodo analogo, un attimino nobilitante il fine. Non che il sesso sia cosa indegna, solo perché una mezzatacca l'abbia istituzionalizzato come merce di scambio; ma insomma ora qui si affronta il dilemma massariano.

In pratica: quando individui addosso a un tale o a una tale un certo logo di riconoscimento (potrebbe anche essere una spilletta con il logo del proprio blog, oppure un simbolo univoco identico per tutti i blogger che aderiscono all’iniziativa), sai per certo che puoi subito parlargli addosso, senza inutili preamboli (Scusa, posso presentarmi? Che nuvoloni eh! Magari viene a piovere… Mi saprebbe dire che ore sono?).
Si potrebbe andare subito al sodo, senza timore di apparir pazzo:
_“Ma dai, More! Non è possibile che tu non abbia letto Il libro dell'inquietudine! Non ci credo!”
_“Pervinca, ecco! Pervinca! Il nuovo look del blog è bello, magari la farei color pervinca quella scritta incastonata nell’immagine dell’header, giusto per accrescere il cromatismo artistico, ma non mi aspetto che tu sappia di colori almeno quanto me.”*
_“Oh! Ma gliel’hai chiesto a Natalina?! Oh! Natalina! Ma con i volantini che mancano quante canne ti sei fatta?! Tante, vero?”

Pensate che bello se tutto ciò avvenisse d’incanto, in un bar affollato, per una strada solitaria, oppure dentro la metrò all’ora di punta, stipati come sardine! Tutte le altre unità carbonio di colpo diventerebbero inutile scenografia di sfondo fanpage, tanti vacui e patetici agenti Smith.
Mentre noi due, Oracoli del nostro tempo, sbaraglieremmo in un istante la dimensione Matrix, per proiettarci nel presente materiale.
Artefici di una evoluted direct and deep communication, pionieri di una temibile 3D-blogger-generation!

Certo, se incontrate me dovete subito avvisare a casa che fate tardi per cena, perché io se mi accendo vi attacco un bottone grosso come il culo di un ippopotamo.
Sì, però…
Secondo me… se io vedo la spilla con un punto esclamativo in campo nero, o una faccetta furba con i mustacchi neri alla guascona, o un carciofo color pervinca…
Io mi sa che repente mi tolgo la spilletta dell’hidalgo e la nascondo in tasca.
Che anche se so di potermi fidare, di non esser preso per strambo più di quanto sono… io probabilmente scendo come un ladro alla prossima fermata o cambio marciapiede.
Non è che mi vergogno, e mi ha fatto piacere vederti dal vivo, sul serio! Poi te lo dico pure sul blog che ti ho visto nel tal posto alla tal ora.
Con me ci vuole pazienza, non è che mi vergogno o abbia timore a dirti in faccia ciò che penso, o che non mi fidi.
È che sono timido.

K.

*effateglieli i complimenti per il nuovo look! Che lui ci tiene, è come un bambinone, fa ancora l’album dei calciatori! Eh che diamine! Tutto io vi devo dire?!
Comunque sta maturando… adesso è un cavaliere del Santo Kaptcha ;)

29 commenti:

  1. Io ho spesso la "psicosi" di avere un incidente con l'autore di uno dei blog che seguo. In merito, penso spesso a Claudio Delicato di Ciclofrenia, perché è di Roma; fortunatamente sembra gli abbiano ritirato la patente quindi il pericolo non ci sarebbe.

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    1. ahahah
      Beh, se capiti a Milano, avvisami per tempo, così ti dico quali itinerari evitare in determinate fasce orarie.
      Così non ti scontri con la mia logorrea e torni a casa in orario per cena ;oD
      (incidenti d'autoblogger permettendo)

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  2. Timidone :D hihihi!
    Mi è piaciuto molto questo post!

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    1. ehm... grazie...
      (faccina con lo sguardo candido e guanciotte color ciliegia - emoticon dell'Era Messenger)

      :o)

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  3. Bel post....lo dici tu a Lucas?
    Digli pure che a me manca una cosa...a cui penso che presto porrò rimedio..la libertà dei blogger. L'aver usato il nome con cui mi conoscono tutti aver condiviso il mio blog su fb ha fatto si che a volte mi sentissi come se stessi "fuori"
    "fuori è difficile prendere un proprio simile e dirgli così d'acchito come la si pensa, si rischia per essere invadenti, inopportuni, piccoli folli in cerca di applausi.”..

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    1. Ecciai ragione! Quante volte ci si sente dire "Tu sei fuori!" appena fai qualcosa di anomalo, che terrorizza coloro che stanno avvinghiati alle proprie rassicuranti "normalità"?!
      È una fortuna esserne fuori, poiché loro nella prigione della forma ci staranno dentro, limitati, per tutta la vita.
      Ho un tal sospetto che un tal Lucas già lo venne a sapere ;)

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    2. Grazie....e che ti devo dire una cosa....Spero che la prendi bene, ma penso che un po oramai mi conosci...
      Lo sai che tu dai il meglio di te nei commenti?
      Sono una che spacca il capello in quattro, mi torturo facendomi mille domande...Mi chiedo non staranno meglio quelli che sono fuori da questo mondo che noi? Il più delle volte siamo qui perchè ci manca qualcosa, alcuni si possono illudere di starci per dare qualcosa...in realtà penso che mentino...

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    3. La prendo benissimo, lillina, sia perché dialogo molto con me stesso, senza farmi sconti, sia perché mi piace quando una spacca il capello in quattro e coglie nel segno con la sua riflessione.
      In merito al blog: ho scoperto in questi primi mesi da blogger, che se ne fanno svariati usi, tutti validi in quanto personali, che non sto qua a elencare (te ne sarai resa conto pure tu).
      sotto l'elmo nasce sicuramente per il piacere di scrivere, di essere letto (senza ansie di calamitar proseliti o simpatie - come puoi leggere nella pagina "Contenuti").
      Certo non mi preoccupo di "dare qualcosa". Magari "dire qualcosa" sì, ma dare non penso proprio.
      Secondo me "si dà" nel contatto fisico con gli altri.
      Non so risolvere il tuo dubbio, ma se fosse il mio non mi torturerei affatto, poiché mi risponderei come segue.
      Stare a contatto con la gente è di gran lunga migliore che stare a scrivere su un blog, soprattutto se la cosa si facesse patologica come attaccamento. "Dentro" e "Fuori" non li pensavo riferiti a "parlare più apertamente" su un blog e "stare rintanati" lontano da un blog. Anzi, per me un blogger da seduta fisiologica è un gradino sotto a chi vive la vita in stazione eretta (e magari orizzontale, ma per accoppiarsi). Kisciotte, se non avesse dei limiti alla completezza psicofisica, forse nemmeno esisterebbe. Certamente starebbe ancor meno tempo sotto l'elmo a moderar commenti ;)

      Ora tu, carogna come sei - che un po' ormai ti conosco :oD - mi risponderai: tutto 'sto polpettone per dire "lillina, la tua perspicacia ha una mira degna di Guglielmo Tell! La penso come te, senza dubbi, e non sto certo qua per dare qualcosa, ma perché mi manca qualcosa. (Melinda, non preoccuparti, lillina spacca i capelli, non le mele, tranquilla)."

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    4. Fiuuuu!
      Quando ho letto Guglielmo Tell ero rimasta immobile, meno male che mi hai tranquillizzata :D

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    5. Ok affare fatto se ti chiedono un sunto dei tuoi trattati enciclopedici sai a chi rivolgerti.....Non preoccuparti è aggratissssssssss :)

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  4. Il «dilemma massariano». Beh, grazie dell'onore che tributi alle mie considerazioni bloggheristiche. Belle anche le tue. Massì, troviamoci tutti un giorno, ognuno con una spilla sua propria, in una località che vada a tutti bene.
    Dicevi dell'anello di riconoscimento per i sessuamani: me ne indichi forma e colore? ;-)

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    1. Dalla tua domanda deduco che hai colto la più profonda delle mie considerazioni. :oD
      Dunque, brutte notizie! Ho cercato un poco su internet ma non sono riuscito a rintracciare il sito sul quale, anni fa, scoprii questo cerimoniale.
      Ricordo a memoria che c'erano un anello (al dito, occorresse precisare) o ciondolo per gli uomini, e un orecchino o spilla per le donne. Inoltre si poteva personalizzare il messaggio in base a un codice cromatico per comunicare, a chi avesse occhi per intendere, orientamento e gusti sessuali propri e richiesti.
      Smisi proprio di leggere la pagina perché, va bene la curiosità e l'ilarità della faccenda, ma qua occorre un diploma in crittografia e girare tutto il giorno con un volume di decodificazione sottobraccio per potercisi raccapezzare! Eccheccavolo!

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  5. "Kisciotte se non avesse dei limiti alla completezza psicofisica forse nemmeno esisterebbe ..." ecco ho dei dubbi a questa tua affermazione...penso che Kisciotte esisterebbe eccome...il gusto, e la bravura, che hai nello scrivere e nel trovare metafore, sono testimoni che la tua " passione comunicativa" anche se cerchi di nasconderla sotto la scorza, come il fiore di carciofo di Menocchio,
    sboccia...e che inimmaginabile bellezza...a prescindere dalle spiegazioni logiche/razionali/pragmatiche/ insulse mancanze...insomma e' " la morte tua" come direbbe il cuoco parlando della miglior cottura di un piatto prelibato...oh adesso non pensare che questa sia una melassa di commento, con sviolinata, perche ci tengo ad essere offerta una cena...e' una logica (!) messa in atto, dii un elaborato pensiero di un' emotiva patologica, che non senza qualche sforzo, sopratutto ortografico, ha cercato di dare un senso comprensibile a cotanta ed illustre compagnia di blogger, altrimenti avrei per mia forma mentis ridotto il commento a :" meno male che Kisciotte c'e" ...

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    1. Sei molto gentile :)
      È vero, probabilmente lo spirito di Kisciotte esisterebbe ugualmente, chi può dirlo con certezza cosa accadrebbe in una "vita altra" se le cose fossero andate in maniera diversa, da, ma, se, ecc.
      Forse su un blog, forse su altri piani comunicativi, forse non Kisciotte, ma ciò che lo anima, magari sotto altro nick di sembianze.
      Ma con i se e i ma non si fa realtà; solo metafore.
      Grazie per i bei complimenti che mi fai.
      Ciao :o)

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  6. posso dire?
    a) non ti facevo timido, ma - del resto - non ti conosco.
    b) da dentro il blog (di prima) mi sono nate amicizie che nel fuori mi hanno quasi cambiato la vita. forse io quella che sono dentro sono anche fuori ). e sul fatto che io sia fuori ci son pochi dubbi ahahah :D
    c) splendido il color pervinca.
    d) io quella storia lì dei circoli con l'anello/la spilla/il ciondolo di riconoscimento mica la sapevo. non è che rischio di mettermi addosso qualcosa di sbagliato?

    :)

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    1. Dici, dici pure!
      Ma... ragioniere, mi dà del tu? No, è congiuntivo!

      a) di facciata simulo bene
      b) eh sì, da ogni esperienza può nascere nuova esperienza insospettata. Ho generato per poca chiarezza l'equivoco "dentro" (blog) e "fuori" (vita reale). Non era mia intenzione. Mi limitavo a fare il verso, nella realtà di tutti i giorni, a quelli che invece di preoccuparsi che resteranno sempre "dentro" le loro prospettive limitate, sanno solo esclamare con ottusa presunzione "Tu sei fuori!".
      Se tu sei fuori, con me ci stai dentro! Bella lì, bitonguemama!
      c) davvero! e pure il suono del nome! dovrò farne un post: "Un carciofo color pervinca"
      d) non penso, a meno che il tuo amore non sia taccagno e per risparmiare ti regali un monile in saldo acquistato attraverso sordidi canali sottobanco... Comunque se vedi uno che ti guarda roteando la lingua, toccandosi il pacco, sgocciolando bava, emettendo grugniti da cinghiale e contraendo convulsivamente le labbra a bacio tipo gorilla in calore, forse hai effettivamente addosso qualcosa di sbagliato.

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    2. d) rido. per il punto d, dico.
      e il b mi piace assai.
      inutile dire che concordo anche sul c e il suono. scrivi, scrivi, che io poi leggo.

      (p.s. non mi chiamo singlemama a caso... il mio amore deve ancora arrivare. ma farò attenzione ai ciondoli ecc. ecc.)

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    3. In effetti del tuo blog mi ha "distratto" sia il bollicinoso template sia l'originale elemento del testo doppio. Solo poco fa ho fatto caso alla descrizione sotto il titolo (singlemama mi suonava tipo titolo di una canzone di Zucchero, ovvero non gli davo il giusto peso semantico-sociale).
      L'amore arriva, basta farsi trovare pronti e in grado di accoglierlo, quando accade (almeno io la penso inscì) Ciao ;)

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    4. meno male che non sei arrivato prima, che nel template c'avevo la birrozza :D

      sull'amore la penso come te. :) ciao :)

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  7. Da timido a timido: quanto c'hai ragione!
    E poi non potrei incontrarmi con chi, bellamente, si permette di disprezzare il capello tanto da spaccarlo in quattro, invece di metterlo da parte e magari spedirmelo che ne ho bisogno ;)
    Bravo K., proprio un bel post.

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    1. La timidezza forse no, ma l'unione dei timidi fa la forza! Timidoni di tutto il mondo uniamoci!
      (intanto so già che finiremo per gremire una piazza, al primo meeting, ma nessuno si presenterà all'altro, tituberemo dondolando tutto il giorno come una colonia di pinguini. Alla sera rincaseremo, timidi e affranti. Siamo delle disgrazie! eheheh)
      Dovresti tifare Milan, così avresti un diavolo per capello.

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    2. Totale tre diavoli :)

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  8. Io ero timido. Ora meno, credo. Certo è che vedo i miei figli come si comportano con gli altri e sto male per loro, tanto sono imbranati e timidi.
    Poi capita che vado a cena da amici con figli, vedo i loro figli per niente timidi e allora mi tengo stretti i miei.
    Se fondate il club, fate un fischio che io vengo.
    O forse no.

    ElHamdaoui

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  9. Vista la zona di appartenenza io potrei incontrare Lario3. Sempre che Papa Sisto I voglia.
    Comunque Kisciotte, se dovessi passare per Piola, io sono quello che dorme davanti a piazza Leonardo, sotto un cartone, con in mano una bottiglia di rum!

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    1. Guarda, io abito a cinque minuti da piazza Leonardo.
      Da oggi cercherò di passarci con frequenza regolare, e tutti quelli buttati per terra sotto un cartone li uso per giocare a palla-muro.
      (pensavo bevessi solo Montenegro... sicuro che non mi stai fregando, che poi scasso le balle a un barbone qualsiasi?)

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  10. Corro in gioielleria a farmi dare un anello che faccia capire agli altri che "sono disposto a fare sesso senza tanti preamboli, parliamone pure".

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    1. Come ho scritto nei commenti qua sopra, e alla luce del tuo commento a un articolo del Conte... occhio di prenderlo della dimensione e del colore giusti.
      E guardati dal modello "'ndocojocojo" di fabbricazione cinese!

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  11. Sempre bellissimi i tuoi post!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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