giovedì 20 ottobre 2011

I sicari del popolo bue

Ciao a tutti.

Nei giorni scorsi ho scritto un articolo con alcune mie considerazioni sui fatti accaduti a Roma sabato 15 ottobre.
Visto il tema trattato, sono arrivati vari commenti, nessuno dei quali buttato lì alla leggera o con poca serietà.
Quindi ho pensato di fare questo ulteriore post, per dare visibilità alle repliche e alla mia risposta, non relegandole nel sottoscala di un post.
Si stabilisce così un nuovo “campo base” delle argomentazioni. Credo sia importante non lasciar cadere certe questioni, perché probabilmente stiamo a un momento critico di faccende grosse.

Spero di non tralasciare parti importanti e se interpreto erroneamente o parzialmente il pensiero di qualcuno, la zona commenti accoglierà critiche, correzioni, segnalazioni di errori.
Comprenderete dalla lunghezza del post che ho dovuto sacrificare qualcosa nei contenuti.

Ognuno saprà riconoscersi nelle questioni; evito di riportare i nick, perché a volte nel concetto di una frase anche un altro lettore che ha commentato potrebbe identificarsi.

Comunque cerco di far sì che tutti i testi citati anonimamente siano rintracciabili alla fonte nei link dentro l’articolo.

Ah, ora che l’ho finito vi confermo che si tratta di un post davvero lungo, quindi, senza punta d’ironia, non avventuratevi a leggerlo se il tema non vi interessa. Anche perché non vi cambia la vita.
Come sempre, sui fatti reali, oggigiorno sono più le persone che ne parlano di quelle che agiscono, e questa è una grave piaga sociale dell'era della Comunicazione (in realtà mai la "comunicazione" è stata a un livello così deprimente).
Fate voi.
Intanto dal prossimo post si torna a digitar faccine.

Io non ho mai la Verità in tasca, e proprio perché mi piace il confronto, esprimo con nettezza le mie affermazioni, non per arroganza, ma perché mai mi sognerei di imporle.
Penso che linkerò alcune pagine, ma fin da subito preciso che userò “di default” l’acronimo BB in molte circostanze, per indicare non i Black Bloc ma la Banda di Balordi dai quali, stando al comunicato emesso dallo stesso Blocco Nero (o Antifascismo Militante), i Black Bloc si dissociano.
Starà poi di volta in volta al lettore stabilire se sotto BB ci stiano gli uni o agli altri.

Inizio, e mi scuso in anticipo per ogni considerazione che chicchessia riterrà errata.
Potrà sempre replicare.
In merito alle repliche, siccome questo testo, valido o stupido che sia, mi ha certamente impegnato del tempo, le vorrei serie e ponderate.
Essendomi abbastanza saturato di parole sul tema, non è detto che risponda a obiezioni superficiali, oziose o illogiche.
Ma state certi che leggerò ogni replica.

*****


Io ho condannato senza mezzi termini l’operato dei Black Bloc, non ero a conoscenza della distinzione appresa leggendo il comunicato segnalato sopra, quindi ora, anche leggendo quell’articolo, immaginate un “BB” al posto di “Black Bloc”.

Io ho definito i BB dei codardi, perché agiscono a volto coperto.
E questo è un punto sul quale ho colpevolmente non fatto dei distinguo, che ora faccio.

Infatti, giustamente, un commento mi ha fatto notare:
“Sinceramente mi sembra un nonsense dare dei codardi a chi si incappuccia per mettere in atto azioni ILLEGALI, è come se dicessimo: "Hai visto quei due rapinatori? Hanno rapinato una banca incappucciati, che codardi!" nessuno si sognerebbe di dire una cosa simile no?
E che dire dei terroristi che negli anni '70 (e non solo) non andavano certo in giro a volto scoperto?
Qui non si sta parlando delle differenze ideologiche e se esistono dietro atti violenti o comunque illegali, ma sulla codardia di non farsi sbattere in galera???”

Un rapinatore di banca con addosso un passamontagna si espone a uno scontro a fuoco, e non è un codardo nel senso “stretto” del termine, di sprezzo della vita e del pericolo.
È soltanto un delinquente.
Anche ritenendo i BB dei semplici violenti che sfasciano tutto, io potrei ritenerli dei delinquenti che non vogliono farsi identificare, punto. Ma non dei codardi.
Per ora stiamo a questa definizione.

Altra frase estrapolata da un post interessante, che linko:(…)chi(…) dimentica che non si è tra gentiluomini e che le forze in campo sono talmente impari che il volto scoperto sarebbe da folli

Vi indico anche un’intervista su "la Repubblica" nella quale (penso si tratti di un Black Bloc per esteso) i Black Bloc si dichiarano in stato di guerra, e di conseguenza agiscono in maniera organizzata e hanno affinato tecniche di guerriglia urbana nei fatti di Atene.

Ora provo a chiarire il mio punto di vista sul concetto di “volto coperto”, “codardo” e altri aspetti che salteranno fuori, via scrivendo.

Parto da una premessa, senza la quale ogni confronto logico è approssimativo e ambiguo.
Questa premessa è “il CONTESTO”.
Ogni pensiero, ogni parola, ogni azione va calata in un contesto.
Allora anche le parole assumo peso, dignità e serietà.
Perché fuori dal contesto gli stessi pensieri, parole e azioni assumono significati diversi.
Magari ugualmente validi, ma se ognuno sta nel proprio personale contesto, ognuno continua a vederla a modo proprio, correttamente a modo proprio, ma senza possibilità di confronto.
Chiaramente, qua, sono io che scrivo e quindi stabilisco il mio contesto, dentro il quale le mie affermazioni vanno considerate e confrontate.

Ora fisso qualche punto fermo, qualche dato, perché al “pensiero sociale” sarebbe ora di restituire dignità scientifica, la mancanza della quale permette ai farabutti della Casta di prostituire parole e idee e prendersi gioco di noi quotidianamente.

Non so voi, ma io vivo in una Repubblica democratica e parlamentare, che garantisce diritti civili sanciti dalla Costituzione.

Non siamo sotto una dittatura e Berlusconi non è un dittatore. (Saremmo messi molto peggio di quanto siamo già messi male se un uomo mediocre con un codazzo di mediocri intorno a lui riuscisse a instaurare una dittatura. Anche volendo, difettano di statura intellettuale.)

Quando parlo di “dittatura” mi riferisco a istituzioni e organi antidemocratici che hanno evidentemente sovvertito quelli repubblicani e democratici. E hanno preso il potere, esercitandolo.
Nelle dittature esiste la palese restrizione dei diritti civili; la censura intellettuale d’opinione e pensiero è l’anticamera della tortura e della soppressione fisiche.
Nelle dittature vige la legge marziale, l’esecuzione sommaria senza giusto processo.
Nelle dittature la vita delle persone è in balia del capriccio di chi indossa un’uniforme, anche in pieno giorno, alla luce del sole.
Una raffica di mitra a polemici individui allineati a un muro, e fine della questione.

Nel Cile del generale Augusto Pinochet c’era una dittatura.
Nell’Italia del Fascismo c’era una dittatura. E dopo il ventennio fascista l’Italia non ha più conosciuto istituzioni dittatoriali, con buona pace di chi, da destra, da “delinquente intellettuale” farnetica di presunte dittature comuniste. L’Italia non ha mai avuto, nemmeno per un giorno, dittature comuniste. Qua stiamo nel contesto Italia, e non nella tundra siberiana.

Nella Repubblica Italiana non c’è una dittatura.
Ci sono individui luridi che occupano le Istituzioni democratiche, le avviliscono, le svuotano della loro dignità. Perché essi sono indegni, non sono le Istituzioni a essere indegne.

Questo è il cosiddetto “regime mediatico-economico” dell’era Berlusconi.
Sarebbe troppo comodo e sbrigativo e anche da ruffiani in malafede far passare ciò che sta accadendo da anni, come l’effetto di una dittatura.
Chi va in televisione a denunciare che la censura non gli permette di esprimersi, con le sue stesse parole dimostra che non c’è la censura vera, quella tipica dei regimi. Perché prima di finire la frase sei già in una fossa comune e senza nome.

Che differenza c’è tra lo squallore di Berlusconi che va al G8 a lamentarsi che in Italia è vittima della dittatura della Magistratura e chi afferma che siamo in guerra contro un regime dittatoriale?

È sotto l’occhio di tutti che i diritti e le leggi vengono puntualmente calpestate o rifatte ad personam, usando il Potere del Parlamento e del Governo come se fossero Zecche di Stato.

Ma il fatto che Parlamento, Governo, Costituzione, Leggi, Magistratura della Repubblica Italiana vengano offese, calunniate, derise, mortificate, violentate ogni giorno, alla luce delle telecamere, significa che le Istituzioni democratiche sono in mano a Zecche, Insetti indegni di mettervi piede.
Non sono marce le Istituzioni, sono marci gli individui che le rappresentano.

Perciò io MI RIFIUTO di scegliere la soluzione “di comodo” del dichiararsi in guerra contro la Repubblica Italiana.
Ho i miei valori, e in una società spesso bisogna barattare i propri principi con quelli degli altri, per conviverci.
Ma non accetto di barattarli con il lancio di palle di merda nel centro di una città.

Gli scontri di piazza che ho visto sabato 15 ottobre sono quegli scontri che non si svolgono al tramonto di un regime, ma al capezzale di una Repubblica Costituzionale.
In questo modo si rischia di favorirne il trapasso, non la guarigione.
E prima della parola “dittatura” vengono le parole “colpo di stato”, “coprifuoco”, “carcere per i dissidenti”.

Chi pensa che siamo in una dittatura, vorrei mi usasse la cortesia di essere coerente, perché la COERENZA è forse l’unica qualità intellettuale che permette di testare SEMPRE la bontà o falsità di ogni persona, per come pensa, parla e agisce.

E la coerenza porta spesso a buoni risultati, perché ha il vizio di mettere al mondo una bella bimba, di nome COSTANZA. E con coerenza e costanza, ogni affermazione va testata sul campo, e si va fino in fondo, senza parcheggiare in cervello in zone grigie quando torna comodo defilarsi.

Se pensi che siamo in una dittatura sei autorizzato a uscire di casa con un passamontagna, la mimetica (o se ora è più di tendenza, una felpa nera), dai fuoco alla prima auto che incontri (magari quella dello stronzo del piano di sopra, imparasse ad abbassare il volume della tv), e sfondi qualche vetrina (che ultimamente i corsi di yoga hanno aumentato i prezzi, e tu lo devi scaricare lo stress).

Però ti auto proibisci di comprare un giornale, stai attento a come parli quando sei al bar, su facebook non accedi senza tessera del partito unico, e alla sera dici addio agli happy hour e alle cene con gli amici e a tutto quello che, in un paese libero, ti sarebbe concesso di fare.
Perché al calar del sole scatta il coprifuoco, e per te non sarà un problema autoimporti certe limitazioni, perché intanto in una dittatura il problema di dover scegliere non si presenterebbe: obbedisci o muori.

La Costituzione Italiana è stata redatta dalle stesse persone che non hanno rinunciato a un happy hour o a un sabato in discoteca, ma hanno dato la vita (scusate ma non trovo un’espressione meno retorica), sono crepati, morti ammazzati in scontri a fuoco, contro le truppe d’occupazione nazi-fascista.

E chi sceglie la lotta armata contro le Istituzioni della Repubblica, offende la memoria della Resistenza per la Liberazione dell'Italia dal Fascismo, almeno quanto quei politici, che facendo scempio di quelle Istituzioni, si rendono indegni anche solo di baciare il culo sporco di merda a donne e uomini che sono morti durante la Resistenza, per consegnarci l’Italia libera da quel tumore della Storia, che fu il Fascismo.

Sono Istituzioni nelle quali viviamo, grazie alle quali possiamo andare a manifestare il dissenso.
Grazie alle quali qualche Ministro della Repubblica non rischia molto quando sputa sul Tricolore.
Grazie alle quali un altro Ministro può dichiarare che lui non rinnega il fascismo.
Grazie alle quali chi mette a ferro e fuoco un centro città, magari ora è in galera, ma non su un tavolo d'obitorio, con raffiche di mitra nella schiena o un colpo alla tempia.

Ma è chiaro che il quadro è incompleto.

Riporto un’altra frase: “ho forti perplessità sul fatto che si possa risolvere sempre tutto con i mazzolini di fiori in mano..”
E ancora: “Non sono un violento, non lo sono mai stato, ma so che non voglio e non devo condannare aprioristicamente la violenza. Molto spesso la democrazia ha radici violente, la nostra repubblica trae origine, oltre che dall'intervento alleato, da una guerra civile.”

Credo di condividere molto di quanto riportato sopra, ma credo che il Potere della Parola aiuti a evitare di dover leggere tra le righe. Spesso a lasciar leggere tra le righe, sono gli azzeccagarbugli delinquenti a trarre vantaggio di ciò che trovano.

Io non sono un pacifista e mi auguro di non esserlo mai.
Perché oggi in nome di un surrogato della Pace, si accetta di bombardare la popolazione civile con i raid della Nato. Sotto l’egida delle “missioni di pace”.

Di un solo individuo storico ho stima senza riserve, ovvero del Mahatma Gandhi.
Non ha scritto o pronunciato una sola parola senza applicarla a se stesso nei fatti della vita.

Vi riporto un suo pensiero:
Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

Questo diceva Gandhi della Pace:
Non c'è strada che porti alla pace che non sia la pace, l'intelligenza e la verità.
Ci sono cose per cui sono disposto a morire, ma non ce ne è nessuna per cui sarei disposto ad uccidere.

Questa è la via della Pace, punto! La Pace non ha bisogno della Guerra per affermarsi.
Tutte le variazioni sul tema sono pacifismi, non sono la Pace.

Ma io non sono Gandhi, non ne ho la capacità.
E di certo accetto lezioni morali dal Mahatma, non dai cosiddetti pacifisti.

Ecco cosa diceva Gandhi, questa è la frase che per me è fondamentale nel contesto.
È meglio essere violenti, se c'è violenza nei nostri cuori, piuttosto che indossare l'aureola della nonviolenza per coprire la debolezza. La violenza è sicuramente preferibile alla debolezza. C'è speranza per un uomo violento di diventare non violento. Non c'è questa speranza per i deboli.

Per “deboli” penso intendesse gli ipocriti, quelli che mascherano di buonismo la loro vigliaccheria caratteriale e comportamentale. Gli opportunisti troveranno sempre un carro del vincitore sul quale saltare, non cambieranno mai.

I mazzi di fiori ha il diritto di tenerli in mano soltanto chi è disposto a farsi ammazzare con i mazzi di fiori in mano, e non chi si nasconde dietro un mazzo di fiori nella speranza che non gli sparino.

Preferisco i violenti ai voltagabbana. Almeno esprimono sincera violenza.

Però io MI RIFIUTO di abbassarmi a dover scegliere tra il male e il peggio.

So bene che Gandhi ha messo in pratica nella vita la massima: Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco.
Ma io ho un’anima piccola rispetto al Mahatma.
Io non me ne sto nel praticello a raccogliere fiori di campo, “porgendo l’altra guancia”, mentre il lupo giace con l’agnello.

Mi sono sbattezzato per sottrarmi alla schiavitù di dover “comportarmi da brava pecorella” in segno di gratitudine verso Gesù “che ha dato la vita per me”.
Non gli ho chiesto io di farsi ammazzare, è stata una sua scelta. Così come ora io scelgo di comportarmi come meglio ritengo, senza mancare di rispetto a nessun crocifisso che si creda in diritto di darmi ordini.
E di certo non voglio imporre la mie scelte agli altri. Sono un laico.
Ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, ma per confrontarsi, in una società civile, si deve stare dentro un comune contesto di ragionamento.

Io parto da “occhio per occhio, dente per dente”.
E non ci vedo questo grande spauracchio barbaro.
Perché per me significa, semplicemente: “Reazione proporzionata all’offesa”.
Come nei confronti militari, ma applicata alla vita di tutti i giorni.
Non sono un “gentiluomo a prescindere”, cerco di essere corretto, che è un’altra cosa.
Fiori a chi ti da fiori, legnate a chi cerca di legnarti.

Io parto da mazzo di fiori per mazzo di fiori, pizzicotto per pizzicotto, fino ad arrivare allo spranga per spranga e violenza per violenza.

Non è detto che io abbia la capacità o la determinazione di spingermi lungo tutto l’arco di queste possibilità.
Se non riesco, più per mia debolezza o paura che per mia moralità, non biasimo certo chi ha più tempra di me.

Ma resta fermo il principio del contesto: la reazione deve essere proporzionata all’offesa.

Bisogna avere l’onestà di essere coerenti e consequenziali.

Le Istituzioni democratiche sono vulnerabili perché presiedute da individui armati di menzogne, opportunismi, incompetenza e volgarità intellettuale.
L’unica contrapposizione coerente è sconfiggerli e ridurli all’impotenza con armi adeguate.
Occorrono idee, pensieri e progetti che si traducono in fatti concreti, intelletti sani da scovare nel tessuto sano della società.

Se ciò non basta, il passo successivo non è, tout court, la soluzione di comodo di andare ad attaccare “il Palazzo”.
Nella Repubblica Italiana esiste il pluripartitismo, e se soggetti meschini detengono il potere è perché non esiste una Opposizione.
Non c’è niente di pulito, sano, valido, alternativo da poter contrapporre allo schifo che ci governa.

E infatti si parla di Casta, che li unifica tutti, i nostri politici, in una mediocrità d’intelletto che è delinquenziale.

Io non vivo sulla luna, ci vive chi afferma che siamo in una dittatura, perché non vuole affrontare la vera gravità del problema.

Li ascolto anch'io quando parlano, i nostri politici.

Ormai siamo al punto che ci cagano in testa spudoratamente.
E non cercano nemmeno di spacciarci la merda per nutella.
Hanno dismesso ogni pudore. Hanno capito che non corrono pericolo.
Ci dicono: aprite la bocca che arriva la merda! Fermi, che prendiamo bene la mira!
Buona la merda?!

Politica, Partito, Governo, Presidente del Consiglio: sono parole e anche nobili!
I Partiti servono alla vita di un Paese, sono aggregatori di persone con idee e proposte a favore della collettività.
Se qualcuno li ha ridotti a uffici di collocamento per gli amici degli amici, la colpa non è dei Partiti, ma di chi occupa questo strumento democratico.

La televisione non è cattiva quando parlano Berlusconi o Emilio Fede, e buona quando trasmette la Champions. La televisione è uno strumento neutro, che può essere di crescita.
E se spesso dietro le telecamere ci sono dei ruffiani che se ne servono per plagiare l’”opinione pubblica” la colpa non è della televisione, e nemmeno dei ruffiani che se ne servono.
La colpa è di chi lascia loro in mano la telecamera, a partire da chi lavora “andando in onda”, continuando a prostituirsi intellettualmente come uno zerbino al politicante di turno.

Giornalista è una bella parola.
Ci sono giornalisti morti per garantire il diritto a essere informati correttamente.
E se oggi tanti scribacchini offendono la professione, essere giornalista secondo me è qualcosa di cui ci si dovrebbe vantare, comportandosi da giornalisti e non da reggimicrofono o da ufficio stampa di chi governa.

Io ho una regola di vita: prima di tutto lavo i panni sporchi di casa mia. A partire da me stesso, senza farmi sconti o assolvermi con leggerezza.
Quando penso, quando parlo, anche sul lavoro, evito sempre di parlare per convenienza o per opportunismo, anche se la proposta può essere a mio svantaggio, ma a vantaggio dei più.

E ora rivolgo lo sguardo ai Sindacati, ai Partiti di Opposizione. In una libera democrazia il mal governo è frutto della mal opposizione. Altrimenti non durerebbe.

In democrazia io, personalmente, me ne frego di quanto facciano schifo quelli dell’altro schieramento. Mi preoccupo di quanto facciamo schifo “i miei”.
Di solito intorno ai quadri politici di partito esiste una abbastanza sana base di militanti.
Quando al politico di turno, in ogni sezione di partito, verrà impedito di aprir bocca, gli sarà vietato di iniziare a parlare, di offendere e prendere per il culo la gente per l’ennesima volta, quando senza violenza, ma con decisione, verrà tratto giù dal palco (fisicamente!) e qualcun altro, una voce nuova, parlerà al suo posto e dirà cosa pensa, allora forse ci sarà qualcosa di nuovo che sorge all’orizzonte.

E questo dovrebbe valere per ogni categoria sociale, per ogni confronto quotidiano. Dove il meglio scalza il peggio.
Perché il tessuto sociale si rinnova all’interno delle cellule del tessuto sociale. La parola cellula è stata per troppo tempo imbrattata dall’aggettivo “eversiva”.
Devono essere persone che capillarmente cambiano la società, in ogni dinamica di relazione quotidiana, dal chiedere la ricevuta al ristorante al saper esprimere il proprio pensiero in ogni relazione quotidiana, e quant’altro.

Bisogna avere la determinazione, gradualmente, di far terra bruciata nei rapporti umani di ogni giorno a ogni individuo che non si ritiene degno.
Non di rappresentarci, ma anche solo di relazionarsi a noi.
Fare terra bruciata intorno a un'automobile, mandando un sicario ad appiccare il fuoco, è molto più facile e sbrigativo, ma non incide nel tessuto sociale.

Ho ricevuto una frase in chat in questi giorni da una persona che conosco. La frase, riferita ai BB, pressappoco era: “peccato che ‘almeno’ non abbiano sfondato la testa a Berlusconi”.
Peccato e avvilente, penso io, che chi spera che i BB portino avanti “istanze sociali” (sono ironico) per conto terzi, incitandoli a spaccare teste, magari non si espone a schiacciare i piedi al capo ufficio sul posto di lavoro.
E magari nemmeno io lo faccio, ma se non ho il coraggio di schiacciare un piede in prima persona, cosa mi dà il diritto di incitare altri a spaccare teste?!

Mi fanno un po’ tristezza quelli che nel loro orticello quotidiano non si espongono a rischiare nulla, però fanno i coraggiosi con le spranghe altrui, rimproverando ai BB di non aver saputo sfondare la testa al Presidente del Consiglio.
Come dire, passi per la violenza e le auto incendiate, ma se “almeno” avessero dato un senso alla cosa…

È di queste ore l’uccisione e l’esposizione del corpo martoriato di Gheddafi.
Lì è “corretto” quanto accaduto perché stanno abbattendo un regime.
Io non plaudo all’uccisione della Repubblica Italiana nel momento in cui esponessero il corpo martoriato di Berlusconi.

Altro contributo (io butto lì, poi pian piano sviscero tutto, tranquilli).
“Se condannate la scelta del bersaglio ma applaudite al metodo allora mi sorge una domanda ancora: perché non andate anche voi a sprangare ma questa volta i politici della casta? Perché aspettare comodi e in poltrona che altri manganellino quello giusto insultandolo se prende il bersaglio sbagliato?
Datevi questa risposta perché vi dirà molto su voi stessi, si può essere contrari o favorevoli ma stare seduti e sperare che chi distrugge cambi obiettivo è pura vigliaccheria.
Mi ricorda tanto il famoso: " vai in manifestazione? se vai tu vengo anch'io, altrimenti entro a scuola ".
Andare o non andare è una questione di idee non di compagnie.”

Vi cito tre nomi: Gandhi, Mandela e Biko.
Sono state individualità che non hanno aspettato di avere l’adesione dei compagni di classe per rifiutarsi di bigiare. Hanno preso e hanno sfondato i picchetti dei regimi, perché ritenevano un loro diritto la lezione di Educazione Civica.

Rispetto a chi accetta tranquillamente il “contesto dei BB” basta che “almeno” spacchino le teste a quelli giusti, standosene tranquillamente in poltrona a guardarsi gli scontri in diretta tv (che ormai le repliche di Steven Seagal non le si regge più), io i BB li giudico “coraggiosi” e invece “codardi e ipocriti” i "salottieri”.

Nella vita bisognerebbe ridare senso alla parola “individuo” che compie delle scelte secondo la propria coscienza, senza delegare ad altri di rappresentare il proprio cervello o i propri bicipiti.
E senza aspettare – e riporto l’espressione di Anonimo – che la massa del grande Uno offra al piccolo uno l’opportunismo per schierarsi, a tempo debito, con l’Uno vincente.

Sennò si è degli omertosi.

Io non sono un manesco, non ho mai fatto a botte con qualcuno, e questo non è un vanto, è soltanto una constatazione. Magari, alla prova dei fatti, avrò questo limite, e ne pagherò le conseguenze.
Ma credo che la violenza vada bene soltanto in uno stato di anarchia e di dittatura.
In una Repubblica costituzionale la violenza può solo mirare a ledere le istituzioni, la repubblica stessa. Va osteggiata e punita.

Se invece si usa la parola violenza intendendo “uso della forza”, anche come contrapposizione fisica, come ultima istanza, IN RISPOSTA a una precedente violenza dell'altra parte, per far valere le proprie ragioni, quando perennemente inascoltate, allora è un altro discorso.

Non ho mai fatto a legnate, ma non mi permetto di ergermi a giudice di manifestanti che, costretti dalle circostanze, si ritrovano ridotti all’esasperazione dell’ingaggio della rissa, anche con le forze dell’ordine.
Non ho alcun diritto di pronunciarmi su “cordoni di compagni tutti armati di manico di piccone ed a volto coperto”.
Può anche servire coprirsi il volto, non fosse altro che per proteggersi dai lacrimogeni.
Sia chiaro: è già un fallimento di una democrazia rappresentata in Parlamento, ma è una deriva comprensibile.
Se ci sarà d'arrivare allo scontro fisico, magari sarò io il codardo e altri quelli degni ai quali dare del lei.

Quello che è accaduto sabato io non lo comprendo e non lo giustifico.
E non giustifico nemmeno chi giustifica certi individui.
A meno che non siano in grado di spiegarmelo, il loro punto di vista.

L’intervista del black bloc su Repubblica sarebbe da lacrime e commozione se fosse stata data da un membro dei Gruppi d'Azione Partigiana - Esercito Popolare di Liberazione (GAP-EPL), nell’Italia fascista. O da qualunque guerrigliero in guerra contro forze impari e immani di un regime dittatoriale.

Ma chi vuole tutelare l’Italia dal Fascismo non può scagliarsi con la violenza di piazza contro quelle Istituzioni che gli Antifascisti DOC ci lasciarono in eredità.

Per me chi si prepara alla guerra contro delle istituzioni democratiche è un delinquente eversivo, oppure un semplice demente, che lancia estintori per spegnere un incendio.

Altre frasi lette:
“Anarco-insurrezionalisti: non esistono, è una definizione di comodo che il Ministero dell'Interno tira sempre fuori in occasioni di questo tipo, molto utile per far proclami a vuoto e non fare nulla di concreto.”

“non sembra si tratti di quattro coglioncelli improvvisati e ripensando a quello che ho visto sabato, ho motivo di credere che ci sia un piano dietro.”

“Secondo me se avessero guardato bene i tifosi più esagitati del derby ne avrebbero riconosciuti parecchi di quei vandali protagonisti dello scempio.”

“considerami una paranoica che vede complotti dappertutto, ma credo che ci fosse una zampa di casapound ed altri soliti”

Fare lo sforzo di attenersi al contesto, permette di semplificare e chiarire, una volta stabilito il contesto.
A me non interessa sapere da dove provengano i BB.
Io in una Repubblica Costituzionale vedo individui col volto coperto che niente hanno da spartire con operai, lavoratori, sindacati, che protestano e all’occorrenza, nei momenti di massima esasperazione, arrivano allo scontro fisico con le forze dell’ordine.

Ho sentito definire i BB “gli insorti”.
E ho replicato che nei BB io non vedo né alba né tramonto, non vedo alcuna coordinata sociale.
Vedo soltanto rabbia, violenza e premeditazione alla violenza fine a se stessa.

Voi come li definite degli individui che si uniscono a una manifestazione pacifica con il premeditato scopo di assaltare con atti vandalici degli obiettivi “simbolici”, dando fuoco ad automobili e distruggendo vetrine?
Gente che arriva già bardata per cercare lo scontro fisico, e quando lo scontro fisico è il fine e non l’inevitabile conseguenza, non è più prova di forza, ma atto di violenza.

Se non sono improvvisati, ma sono persone preparate e addestrate, allora non è più criminalità.
Va chiamata “criminalità organizzata”.

“Del resto, le nostre istituzioni stanno perdendo sempre più concretezza, esistono solo più sulla carta: se non sono in grado di difendere i cittadini (non solo dalla violenza, sia chiaro) perché i cittadini dovrebbero difenderle? Poi non so, magari si trova una nuova forma di lotta efficace e pacifica, il fatto che questo movimento sia diffuso un po' dappertutto potrebbe fare la differenza.”

L’aids e la mafia sono fenomeni internazionali. Questo non li rende patrimonio dell’Unesco, ma una piaga sociale diffusa a livello internazionale.
Evidentemente questo sono i BB.
Il significato che si può dar loro è quello di un “sintomo” che rende ancora più evidente la malattia delle Istituzioni, non soltanto in Italia, ma anche altrove.
Ma non siamo nel medioevo quando si curava la gente dandola in pasto alle sanguisughe.

Quello delle Istituzioni come un qualcosa di “estraneo” ai cittadini è un ritornello dal quale dovremmo uscire. Del quale io ho il vomito.

Gli edifici istituzionali sono luoghi vuoti e privi di significato senza le persone che li abitano.
Parole come Parlamento, Capo dello Stato, Presidente del Consiglio, Ministro della Repubblica, per un Antifascista hanno sempre un valore positivo. Sono le persone ad avvilire certe cariche e certi Palazzi.

Le “Istituzioni” non sono delle entità aliene giunte dallo spazio (a meno che i Visitors non siano realtà), sono fatte da uomini e donne in carne e ossa, messi lì da noi, con il nostro libero voto.
Mai, per definizione tecnica, un’Istituzione può “estraniarsi” dal popolo, perché senza l’elettorato non esisterebbero individui eletti a dar vita alle Istituzioni.
Può invece accadere che i cittadini si estranino dalle Istituzioni, quando si riducono a dare carta bianca alle Istituzioni, fregandosene anziché pretendere che svolgano il compito assegnato.
Perché in una repubblica democratica le Istituzioni sono serve del popolo e non viceversa.

“questo alla lunga farà "indignare" ancora più persone, chi contro lo stato, chi contro i violenti. Il risultato potrebbe essere un allargamento della base.”

La base, a mio parere, non deve aspettare la violenza di piazza per prendere coscienza di sé e smettere di comportarsi da gregge passivo: ben pasciuto in cambio di indifferenza e una croce a caso nell'urna.

Cosa sono i BB? Chi me lo sa dire?
Non sono degli insorti, non hanno un programma che non sia di pura destabilizzazione.
Non sono gli interpreti di un disagio sociale, sono l’ultimo e più grave sintomo delle condizioni gravi nelle quali versa lo Stato Italiano.

Ovvio che, se si ragiona pensando che piuttosto del nulla e della stasi, meglio il peggio, allora i BB vanno benissimo.

Ripeto: dentro una democrazia costituzionale, i BB sono un palese elemento pericoloso di attacco alle istituzioni, e nulla hanno da spartire con le manifestazioni operaie o sindacali, anche le più “violente”.
I lavoratori che protestano non hanno come primo obiettivo di girare con le spranghe distruggendo e incendiando, con la mappa delle vetrine da sfondare già predisposta il giorno prima.

Dico qualcosa sulle Forze dell'Ordine.
Io sono una persona che odia dare e ricevere ordini.
Sono per la disciplina, non per l'obbedienza, due concetti ben diversi.

Le forze dell’ordine sono il braccio armato del potere.
È, come mi piace ricordare, anche questa una definizione tecnica.
Non c’è niente di spaventoso nella definizione. Le forze dell’ordine questo sono.
Impongono il rispetto di leggi decise da un Potere che le presiede.
Agiscono come viene loro ordinato, e torniamo sempre allo stesso punto: chi dà loro gli ordini è qualcuno che è stato liberamente scelto dall'elettorato.

Sarebbe ora di fare chiarezza e finirla con le ambiguità di una Sinistra che vuole definirsi di governo.
Se le forze dell’ordine sono sempre e comunque da attaccare perché sono il nemico, allora la Sinistra farà sempre e solo opposizione. Basta mettersi d’accordo.
Che all’interno delle nostre forze dell’ordine persistano germi fascisti è palese, lo dicono le cronache, quando le cronache riescono a emergere da certe caserme.
E certi germi vanno estirpati.

Ma nel Cile di Pinochet i Carabineros andavano combattuti, con la guerriglia, il passamontagna e la lotta armata.
Nella Repubblica Italiana Polizia e Carabinieri sono il braccio armato a tutela delle Istituzioni.
E non si cambiano le Istituzioni partendo dal presupposto che, sempre e comunque, le forze dell’ordine vanno aggredite, anche con imboscate organizzate.

Prendono gli ordini che i nostri eletti impartiscono loro

Chi equipara polizia e carabinieri alle pattuglie nazifasciste, evidentemente non ha mai creduto un sol giorno che sia valso qualcosa dare la vita per l’Italia di oggi.

Ecco, per me in uno Stato di Diritto la drammatica realtà è che siamo governati da chi ci meritiamo.
Sono lì e ci restano perché ce li abbiamo messi noi.

Adesso arriveranno delle leggi magari restrittive dei diritti di manifestare pubblicamente.
Io sto al contesto, cerco di stare ai fatti.
Non conta se a me piaccia o meno l’agire del Governo.
So che è l’inevitabile e logica e addirittura legittima conseguenza a ciò che di illegale è accaduto.
E che parte dell’opinione pubblica ha giustificato e magari caldeggia che accada nuovamente.

Abbiamo consegnato su un vassoio d’argento, a dei governanti vergognosi, il diritto di imporre provvedimenti restrittivi.
I BB hanno messo tutti noi in una posizione di inferiorità, perché il primo atto di violenza è partito da qua, e ora sono autorizzati a reagire.
La prima vittima di quanto accaduto si chiama manifestazione della FIOM.

In questo modo ci si mette di fatto dalla parte del torto rispetto a chi, "a torto" abusa delle Istituzioni.
La Casta viene messa nella parossistica condizione di poter usare legittimamente la forza contro le giuste istanze di chi ha la nausea della Casta stessa.

Il paradosso è che sono proprio le persone più attive socialmente a condannare i BB.
Questo commento è di una mia amica, della quale magari ho differenti visioni su come si debba intervenire, ma certamente non se ne frega della vita sociale e politica del paese, con quotidiano impegno.
“ho sempre trovato i terroristi degli anni '70 e anche i seguenti i più vigliacchi in assoluto. Sparare alle spalle a un uomo in bicicletta assolutamente inerme cos'è un atto di coraggio?”
E la stessa opinione ha dei BB.

Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, anche senza bisogno di marciare su Roma o incitando altri perché lo facciano.
Le aggressioni violente e organizzate alle Istituzioni democratiche conducono al fascismo, non al rinnovo della democrazia.

La propria Porta Pia nella quale fare breccia, volendo, la troviamo nella vita di ogni giorno.
Senza bisogno di fare il tifo per delinquenti che vanno in trasferta a Roma a distruggere una città.


E riprendo l’immagine usata sopra su chi sta seduto in poltrona a criticare.

Se io guardo una partita alla televisione senza andare allo stadio, non ho bisogno di fare il “militante” seduto sulle gradinate di San Siro, per affermare che nelle Curve, in mezzo al tifo organizzato, si celano dei delinquenti per i quali la partita di calcio è un pretesto per scatenare violenza e sprangate, ad altri delinquenti e anche alle forze dell’ordine.

Io rimando al mittente la considerazione che chi sta seduto su una poltrona non possa giudicare i BB.
Chi va allo stadio cavalcioni a una ringhiera e lancia motorini dagli spalti, è un estraneo al contesto “manifestazione sportiva”.
Sono più sportivo io anche se non seguissi il calcio. E dai ras delle curve non prendo lezioni di sportività o di attaccamento alla squadra.

Chi va a un corteo premeditando la distruzione di beni privati e pubblici, non come possibili danni collaterali di qualsiasi scontro di piazza, ma come obiettivo primario e dichiarato, nel contesto di una Repubblica costituzionale è un elemento più estraneo alle vie della Capitale, anche se vi sta in carne e ossa, di quanto lo sono io, anche se sto seduto in panciolle a 600 chilometri di distanza.

E io dai delinquenti non prendo lezioni di Senso delle Istituzioni.
Lo dico a un BB, come lo dico a Berlusconi.

E questo posso dirlo – si badi bene - perché io non li giustifico a priori. Li rifiuto totalmente e comunque.
E non me li faccio andare bene all’occorrenza, che se spaccano la testa a Berlusconi sono dei paladini della giustizia mentre se incendiano la mia auto sono dei vandali da denunciare.

Penso sia "vagamente" chiaro cosa penso dei BB.

Adesso, però, facciamo l’esperimento di provare a calarci nel contesto – che non è il mio - di una Società che reputa i BB una presenza positiva.
Mi piace il confronto.

“Mille volte meglio un fascista convinto e orgoglioso d'esserlo che una persona che attende in silenzio che il fascismo prenda il potere per poi schierarsi col più forte.”

Sono d’accordo.
Proprio perché schifo il fascismo.
Intanto, se si parte dalla premessa di accettare la passività sociale, l’instaurarsi di un regime è solo questione di tempo, qualunque nome o colore assuma.
Il problema, prima lo si affronta prima lo si risolve: appendendolo a testa in giù.

“Ma a te non farebbe piacere in fondo in fondo che i BB massacrino di botte il Ministro Brunetta?”
Se devo accettare i BB, se devo scegliere da un male all’altro, a me va bene, nel senso che mi è quasi indifferente. Che si scannino tra loro, almeno ripristiniamo la legge del più forte.
L’uomo nero con la clava uccide l’ometto stronzo.

Allora perché non sognare in grande: una bella mattanza dentro il Parlamento: tutti morti.
E dopo? Ci governano i BB? Penso proprio di sì.
Cosa vi  fa supporre che sessanta milioni di individui che non sono stati in grado di spodestare qualche centinaio di Cicchitti e Gasparri, poi invece saranno in grado di richiamare a cuccia qualche migliaio di pittbull?

Però, sempre nel “magnifico” mondo dei BB, io avanzerei almeno la proposta, che invece di pestare Brunetta, andassero a picchiare chi permette a Brunetta di stare lì.

E, sempre per un fatto di coerenza tecnica, - PERCHE’ SI PUO’ ACCETTARE UN CONTESTO NON CONDIVISO MA LA COERENZA DEVE ESSERCI COMUNQUE, ANCHE NEL NUOVO SCENARIO – si prende di mira il maggiore partito di opposizione, che da anni e anni non fa opposizione, ma tira a campare insieme agli altri, fottendosene e fottendoci.
Nell’Italia dei BB, voglio veder menare Bersani e Penati, Fassino e così via.

E finito di menare tutti i militanti dell’opposizione, vorrei che i BB cominciassero a pestare a sangue, a uno a uno, tutti i cittadini italiani, grazie ai quali un'oligarchia di ruffiani spadroneggia liberamente con le nostre Istituzioni.

Ma proprio pestaggio random. Robe del tipo: “Domattina scendiamo alla fermata di Cadorna, saliamo su un vagone della linea rossa e li prendiamo tutti a sprangate".
La stessa scena alla quale assistetti anni fa, andando a San Siro, allorché i “tifosi esagitati in trasferta” della Fiorentina salirono sul vagone adiacente al mio e malmenarono dei normalissimi tifosi che stavano andando allo stadio. Mi vidi la scena attraverso il vetro, e per puro caso io ero nel vagone a fianco.

Solo alla fine si va a menare Brunetta. Mi sta bene se lo menano comunque, ma vorrei veder partire “il vento degli insorti” a suon di sprangate, dal basso, dalla “base”, giusto per attivarla e svegliarla fuori.

“Io non so chi siano esattamente i black bloc e se hanno un piano finale oltre quello di distruggere la città, so solo che se lo avessero e ci liberassero per sempre dall'abominio in cui si è arrivati...beh non nascondo che tiferei per loro.
Se si riflette un po' più a fondo sulla storia, è difficile trovare casi in cui i conflitti si siano risolti in maniera pacifica.”

Se si riflette un po’ più a fondo sulla storia, si scopre che i conflitti si risolvono con la violenza solo quando da una forma di governo si passa all’altra. Essendo noi in una democrazia costituzionale, in effetti mi viene da pensare che anche dal Cile di Salvador Allende si passò alla dittatura militare di Pinochet attraverso “conflitti” tutt’altro che pacifici (leggasi attacco al Palazzo de La Moneda e morte in combattimento del presidente democraticamente eletto).

Non lo so nemmeno io chi sono i BB.
E mi piacerebbe tanto leggerlo un loro “programma politico”
E vorrei sapere quale parte sociale rappresentano se non loro stessi e il vero tumore della nostra società, ovvero quelle “pecore belanti” che sanno solo augurarsi che altri si sporchino le mani e le coscienze, mentre loro si lasciano docilmente tosare, senza mai nemmeno bestemmiare!

Nell’abominio nel quale siamo arrivati, non ci hanno portato bendati sui treni merce come gli ebrei.
In questo abominio istituzionale ci siamo arrivati sulle nostre gambe, passo dopo passo, quotidianamente derisi dall’abominevole Casta, ed è bene che chi non ha rispetto di se stesso non possa aspettarsi il rispetto dagli altri.
“Purtroppo io non credo più che le istituzioni siano qualcosa da rispettare a tutti i costi, non intravedo più il LORO di rispetto verso i cittadini.
E non lo intravedo perché NON C'E'!”
Il rispetto non è dovuto per diritto divino, il rispetto va preteso, rifiutandosi di subire, per via democratica e partecipazione civile.

E, sia ben chiaro per tutto le affermazioni fatte, che io predico bene, dopo non so se razzolo pure, e bene.
Ma per razzolare bene bisogna prima predicare bene e prima ancora pensare bene.
L'opposto del "predicare bene e razzolare male" non è "predicare male e razzolare bene" (è tecnicamente impossibile).
L'opposto si chiama "predicare bene e razzolare bene".
Se io mi fermerò a metà strada, chi proseguirà potrà disprezzarmi, schernirmi, se io non darò battaglia insieme a loro, anche randellarmi se la via è quella dei BB e io non andrò a sprangare insieme a loro.
Ma prima bisogna predicare bene nella direzione giusta.
Ragionare accazzo e agire accazzo non rende una persona migliore di chi magari ragiona bene e non agisce.
Forse io sono uno stronzo che si fa i fatti propri e non partecipa a iniziative sociali.
Ma migliore di me è solo chi vi partecipa. Non chi spranga e incendia.

Qualunque sia il piano finale, se contempla la distruzione di una città, allora i BB io li chiamo codardi, poiché non sanno puntare direttamente all’obiettivo.

Io sono contrario allo stupro di una donna in una società civile.
Ma ammettiamo per un attimo che lo stupro “possa compiersi”.
Se tu ti metti il passamontagna e violenti una donna, facciamo anche figa, in un vicolo, sei un delinquente. Punto.
Ma se tu ti metti un passamontagna e davanti a una bella donna da violentare in un vicolo, dopo averla tramortita, infili l'uccello in una fessura nel muro, oltre che un delinquente, sei un malato di mente.

Nell’ottica di chi “tiferebbe” e quindi “giustificherebbe” l’esistenza dei BB, un BB, che vuole stuprare le Istituzioni, ma si pone come obiettivo di farsi le seghe davanti a una vetrina o un’auto, per poi sfondarla o incendiarla, oltre che un delinquente è uno squilibrato mentale.
E un “codardo programmatico” che non sa attenersi alla scaletta del “piccolo guerrigliero”.

A chi tifa per i BB, auguro di incontrarli nell’esercizio delle loro funzioni questi fustigatori del malcostume, magari tipo “Arancia Meccanica” o trovandosi dentro un’auto che prende fuoco.

Intanto oggi tocca a te, domani tocca a me, è tutta una roulette russa.

Si sceglie la via della violenza.
Benissimo! Ma senza scorciatoie di comodo.
Gli schifosi che ci governano almeno si sono “dati da fare”, anche più di me, per occuparsi (a modo loro, cioè fraudolento) della Cosa Pubblica. E se loro sono lì, la colpa è più del sottoscritto che si lascia cagare in testa che non della Casta che mi caga in testa tutti i giorni.
E allora se io tifo BB, devo avere la coerenza di invitarli prima a pestare me, e soltanto dopo andare a menare i vari La Russa, Cicchitto, Brunetta, Gasparri, Bossi e via dicendo.

A meno che non mi unisca a loro.
Se si tifa BB, o ci si fa menare dai BB o si va a distruggere e menare insieme a loro.
Troppo comodo limitarsi a tifare stando davanti al televisore.

Altra domanda, che valuto nei due contesti:
"ritenete sbagliato il bersaglio di costoro (i BB, ndr) o il sistema?"

Nella Repubblica Italiana reputo migliorabile il Sistema (ovvero lo Stato) e assolutamente da eliminare (sopprimendoli intellettualmente e non fisicamente) e sostituire chi occupa il Sistema.
Mentre "costoro" seguono gli eventi dalla tv in sala ricreazione, stando in galera.
Nella visione del mondo che giustifica i BB, ritengo sbagliato il bersaglio. Devono farne ancora di pratica, la borsa di studio ad Atene non è stata sufficiente. Voglio che attacchino il cuore del Sistema (quello che pulsa nel petto della gente (non sto usando una metafora), e non le vetrine o le automobili.
(Ma che schifosa visione del mondo!)

Chi delinque a viso scoperto invece sistematicamente a nostro danno è sempre in bella vista e rappresenta "le istituzioni".

Grazie ai BB il luridume che ci governa si può rifare il trucco.
Ne escono con un alone insperato di rinnovata dignità.

Sono proprio delinquenti a volto scoperto! E questo li metterà sempre in una posizione di vantaggio rispetto ai delinquenti a volto coperto.
Delinquono, ma almeno ci mettono la faccia. Esilarante come assurdità, se non fosse tragica.

Scemi noi, se siamo contenti di avergli offerto e magari continuare a offrirgli questa posizione di vantaggio agli occhi di buona parte dell'opinione pubblica.

Finisco, che francamente mi sono sfilacciato i coglioni e credo voi con me.

Affiancare i Black Bloc, all’interno di una Repubblica Costituzionale, ai valori dell’Antifascismo è una aberrante contraddizione.
Una bestemmia rivolta a chi è morto per garantirci anche il diritto di fottercene e fare i cazzi nostri.

E i Black Bloc farebbero bene a guardarsi alle spalle, perché il nemico piccolo è nel Palazzo, il vero Nemico è nel serbatoio elettorale che è già pronto a votare un Regime.
Perché chi tollera lo schifo causato alle Istituzioni in questi ultimi anni, potrà facilmente tollerare anche una dittatura.

Ciò che più mi irrita dell’operato dei BB, è che la Casta ne trarrà comunque beneficio.
Chi è al Governo avrà motivo per ledere i diritti costituzionali.
E, ancora peggio, “vivendo di rendita” sui BB, un’opposizione di Sinistra ridicola e priva di proposte concrete, quando più avanti nel tempo si leggerà la storia d’Italia, potrà arrogarsi il diritto di affermare: “Vedete? L’opposizione c’era! Guarda che begli scontri in piazza che abbiamo fatto contro il Regime di Berlusconi!”
E questa eventualità mi rende davvero idrofobo.

Perché gli scontri in piazza accadono non per merito, ma per colpa della Sinistra e dell’Opposizione, per colpa di gente che occupa abusivamente la Sinistra più di quanto chi ci governa occupi le Istituzioni.
Perché i Black Bloc agiscono secondo personali scopi, sfruttando un vuoto istituzionale nel tessuto sociale e politico, un vuoto del quale i colpevoli non stanno a Palazzo Chigi.

Oggi in Italia definirsi di sinistra o comunque ritenersi "migliori e alternativi" a Berlusconi&Co. e sentirsi in qualche modo rappresentati da chi fa "opposizione" significa avere una concezione davvero annacquata e confusa del colore rosso.
O di qualunque "colore democratico" che non sia quello delle camicie nere.

Se si accettano i Black Bloc, nella notte delle Istituzioni tutte le bandiere sono nere.

Ma il sangue poi scorre rosso.
Di notte e di giorno.

K.

Questa la lascio fuori dal mio post, perché nel mio post ci sono soltanto parole sterili.
Queste frasi invece hanno bisogno di aria pulita.

37 commenti:

  1. quante carne a cuocere :)
    condivido quanto da te detto, anche se continuo a credere che gli " inflitrati' con il preciso scopo di destabilizzare e creare disodini pilotati ed anche per "distrarci" e prendere tempo per tirare la legislatura come e dove vogliono, c' erano.
    Grande Gaber che adoro, ed aggiungerei che si, la libertà e' partecipazione, ma anche cooperazione e condivisone.Grazie Kisciotte :-*

    RispondiElimina
  2. (toccandomi con fare incredulo) Oddio, ce l'ho fatta, sono arrivato alla fine e sono ancora vivo :P

    Per arrivare fin qui sotto con lo scroll del mouse mi sono quasi slogato l'indice.

    E per finire, in confronto La Divina Commedia è un pamphlet.

    Dopo aver abbassato (e di molto) la serietà dell'ambiente posso dire che sono quasi abbastanza d'accordo con te su tutto.

    Forse non condivido appieno la riflessione sulla dittatura. So benissimo che le dittature sono altre, quelle dove ci lasci le penne per intenderci, però come dici tu stesso, il contesto è importante.
    Voglio dire, in Italia, che teoricamente sarebbe una democrazia avanzata, una qualsiasi legge bavaglio ha mille volte più peso rispetto alla stessa legge emanata in uno sperduto Stato africano dove ad esempio i dissidenti vengono deportati. Hanno ben altri problemi rispetto a una limitazione della libertà di stampa.
    E un po'come se al posto della fucilazione avessimo la censura. Nessuno ti uccide, ok, ma per uno Stato occidentale è una cosa davvero fuori dal comune.

    Ti buttano in mare con i piedi dentro un blocco di cemento, ma ti lasciano una mascherina e una bombola per l'ossigeno. Non muori certo, ma vivi costantemente sotto dieci metri d'acqua.

    Forse ho completamente frainteso quello che hai scritto, e forse non si è capito nulla di quello che volevo dire. Non me ne meraviglierei affatto.

    Però complimenti per il post, già solo per la pazienza e la costanza che ci hai messo.

    (Bella anche la citazione mourinhiana).

    RispondiElimina
  3. Sono d'accordissimo con te (o non ho voglia di leggere?)

    =)

    RispondiElimina
  4. Ti dico subito che ho dovuto tagliare e rifare tutto tre volte per via del limite di 4.096 caratteri, PORCA PUTTANA! Mi sono esaurita, ora sembra tutto un po' "slegato".

    Non mi interessa chi (non è il tuo caso) ha liquidato i fatti accaduti a Roma con affermazioni semplicistiche (del tipo: "Sono solo stati 4 coglioni ivasati") perchè personalmente ritengo che non sia così.

    Tra quelle 200.000 persone (tante mi sembra che fossero, che fossiMO) c'era infatti di TUTTO.
    L'unico collante evidente tra loro era poter esprimere il DISSENSO.
    Il dissenso a tutto ciò a cui anche tu hai fatto ampio riferimento e chi non ne percepisce le motivazioni, o vive sulle nuvole o ha il suo tornaconto a farlo.
    Il dissenso ogni essere umano lo esprime come crede, come è in grado di fare o semplicemente come desidera metterlo in atto.
    E per chi generalizza non c'è possibilità di replica intelligente.
    Tu non lo hai fatto troppo, sebbene già dal titolo è evidente che volevi principalmente riferirti a quella porzione di violenti composta da piccoli dementi senza ideali (e ce n'erato un bel po')ma anche tra coloro che hanno usato la violenza come dissenso c'era a mio avviso chi avesse un'ideologia di stampo anarchico e come spero saprai, l'anarchia ha le sue fasi composte da "distruttori" e "creatori".

    A questo punto, per capire meglio il perchè delle mie affermazioni da te citate è bene dire che sono stata sempre parecchio vicina all'ideologia anarchica o libertaria, uso questa seconda espressione così che molti possano non associare alla parola "anarchia" un concetto deleterio di solo caos perchè invece l'ideologia di per sè racchiude un progetto sociale diametralmente opposto fatto di solidarietà ed armonia collettiva.
    Ed è quello a cui io ho sempre aspirato, anche se nel corso degli anni, approfondendo la conoscenza degli esseri umani, inizia ad apparirmi utopistico (o utopico che dir si voglia).

    SCUSA MA DEVO POSTARE DUE VOLTE
    Oh marò ma chi me l'ha fatto fare! :(


    CONTINUA...

    RispondiElimina
  5. BIPOLANDIA PARTE SECONDA.

    Riguardo i visi coperti rimango quindi dell'opinione che chi agisce contro lo Stato munito di Forze dell'Ordine sarebbe quantomeno un rincoglionito se agisse a viso scoperto, perchè in questo modo non potrebbe "proseguire" il progetto sociale in cui crede (essendo in galera!)mi riferisco ovviamente a chi ce l'ha un progetto sociale.

    E' accaduto che il dissenso di alcuni si sia espresso con violenza e VOGLIO ASSOLUTAMENTE prendere IN CONSIDERAZIONE (a differenza di molti) il perchè si stia arrivando ad esprimerlo con queste modalità.
    Anche in Grecia tra l'altro in cui non mi sembra ci sia una dittatura (!) ma solo persone più esasperate di noi.
    E a tale proposito cito una frase del Democrito scritta in un commento riguardante i Black Bloc che mi ha particolarmente colpito perchè sintomatica:
    "...Ma la verità è che ho ancora qualcosa da perdere, perciò non smetterò di condannarli".

    Voglio altresì che sia ben chiaro il mio totale disprezzo a personaggi come "Er pelliccia", ma ripeto, lì in mezzo c'era di tutto.

    Consiglio di leggere anche un'intervista interessante riguado l'analisi della Rivolta (lui ci ha scritto pure un libro).


    Comunque la manifestazione della FIOM si terrà a Piazza del Popolo, perchè il portavoce aveva aggiunto: "Se non ci darete la piazza, la occuperemo"
    E come pensi si sarebbe svolta in quel caso la manifestazione?
    E cosa pensi accadrà domenica in Val di Susa mentre i manifestanti hanno già dichiarato che vanno con l'intento di tagliare la recinzione del cantiere e sanno perfettamente che è ILLEGALE? Lo sanno.
    Andranno a viso scoperto dicono, vedremo se davvero cacceranno i violenti...perchè molti che si professano pacifici, sai meglio di me che invece sperano nell'intervento dei fratelli bastardi che non hanno nulla da perdere (l'ho visto con i miei occhi sabato, anzi sentito).

    E quest'ipocrisia a me fa più schifo di qualunque ragazzino bimbominkia feisbukkiano cerebroleso.


    Adesso devo andare a pranzare...
    Ma non è detto che non ritorni! :)

    RispondiElimina
  6. Grazie per aver voluto condividere le tue riflessioni e anche, citando JK, " ... per la pazienza e la costanza che ci hai messo" nello scriverlo.

    Apatia? Indifferenza da "pancia piena"? Non so come definire l'atteggiamento predominante nella società italiana.
    Finchè non è tua la macchina che brucia, o non è tua la vetrina sfondata, non c'è una indignazione VERA, corale, contro questi violenti. Ci si dissocia, si condanna. E poi? Fra un mese non resterà che qualche provvedimento restrittivo in più e un po' di libertà in meno.
    Parafrasando una celebre poesia, a forza di dire "non mi riguarda" davanti a ogni pezzetto di libertà che se ne va, non ci sarà più modo di protestare quando limiteranno direttamente la mia autonomia.
    Io penso (ogni volta che scrivo "io penso", mi parte in automatico "traan traan -schitarrata- che questa mia generazione è preparata", la mitica "Dio è morto" di Guccini)io penso, dicevo, che ogni pensiero, che possa scuoterci o svegliarci dal torpore, sia fondamentale.
    Quindi lunga vita a post come questo!

    RispondiElimina
  7. Accidenti! Ho incominciato a scrivere che c'erano 2 commenti e quando ho finalmente pubblicato erano già 5!
    Sono proprio un bradipo!

    RispondiElimina
  8. @Obi : anche Amato, nell'intervista da te linkata, trova anomala la situazione verificatasi a Roma il 15 rispetto al resto dell' Europa ed anche delle altre manifestazioni, qualcosa di anomalo c'e stato...bisogna capire adesso cosa ci ha differenziato....

    RispondiElimina
  9. @ MM
    pancia piena...pancia piena...
    Apatia e indifferenza sono conseguenziali.

    @ S.
    Ma i fatti simili (se non peggiori) che stanno avvenendo in Grecia in questi giorni, ti sembrano pure "anomali"?
    Anche i pacifici hanno un limite di sopportazione e la pazienza finisce.
    Sempre che non si abbia invece la pancia piena...

    RispondiElimina
  10. beh in Grecia di pancia piena non si può parlare...
    anomalo e' il termine usato da Amato per spiegare la nostra manifestazione...
    io continuo a pensare, per quanto mi riguarda, ad una regia...il dato di fatto e' che la polizia avrebbe tranquillamente potuto fermarli ai primi segnali di " fumo" cosa che non ha potuto/voluto/ordinato etc...

    RispondiElimina
  11. @S: Se poi pensi che i poliziotti stessi si sono lamentati che non è mai arrivato l'ordine di fermarli, quando ancora si poteva!

    Urca, ma oggi scrivo da schifo! basta è l'ultimo...

    RispondiElimina
  12. @ S.
    Non mi sembra che parli di anomalia quanto di "differenze".
    Secondo la sua analisi quelli di sabato sono "nostalgici del presente" che mi sembra un modo filosofico per dire "Dateci subito quello che ci avete preso" senza proiezioni nel futuro e questo tipo di rivolta, anche se posso comprenderla, non la condivido.
    Qui però si tratta di voler capire i fenomeni sociali, almeno, per me è più importante che liquidarli con qualunquismo.

    RispondiElimina
  13. @MM: ma no tranquillo e' la sindrome post del post di Kisciotte :))
    infatti, la polizia non ha avuto nessun ordine se non quello di formare un cordone per difendere i palazzi del potere e basta!

    @Obi: io non condivido l' analisi di Amato.
    Personalmente ritengo gli italiani non capaci di creare rete, siamo per nostra natura individualisti e molto qualunquisti, da sempre, come diceva e pensava il grande Gaber ed andando indietro nel tempo lo stesso Dante nel VI canto del purgatorio...detto questo chi vivrà vedrà ....lo capiremo, purtroppo, solo vivendo!

    RispondiElimina
  14. @ S.
    In poche parole ci dobbiamo rassegnare a vivere da pecoroni?
    Io non ci riesco.

    Comunque ha ragione Kisciotte nel dire che ogni popolo ha il governo che merita.
    (si forse non erano le parole esatte, adesso non mi va di rileggere tutto, non mi sgridare K.)

    A proposito di contesti e differenze, hai visto come hanno protestato in Colombia? Sissì ci piace!

    ♥♥♥♥♥♥♥ :)

    RispondiElimina
  15. Grazie a tutti i commenti sopra.
    Li ho letti e mi limito a qualche replica flash, più di chiarimento e conferma che altro (come ha detto S., di carne al fuoco ne è già stata messa troppa).

    @Josef K.: chiaramente io ho applicato alla lettera il termine "dittatura". Concordo con te che siamo in presenza di un "meccanismo di plagio mediatico sull'opinione pubblica". in "1984" George Orwell faceva dire al Grande Fratello, più o meno: "Noi non vogliamo che obbediscano; vogliamo che siano contenti di obbedire!". E proprio per uscire da questo meccanismo dovremmo sfruttare IL VOTO per cambiare lo staff in sala di regia.

    @Obi: (qualche spunto solo tra le tante considerazioni) La mia condanna è solo per chi ha fatto vandalismo gratuito, non per chi ha manifestato. Questa faccenda degli anarchici insurrezionalisti salta fuori a ogni azione di violenza. Non ho conoscenze approfondite, quindi parlo solo dal "lato mio" ovvero ciò che so di essere (antimonarchico, antifascista, antipapista, repubblicano). In una Repubblica Costituzionale chi mira a ottenere risultati tangibili con atti di sabotaggio non seguendo le vie parlamentari, io lo condanno; non credo sia fanatismo o qualunquismo, è soltanto presa di posizione di chi pensa che essere in una Repubblica con regole costituzionali abbia un significato.
    In Grecia a mio parere idem con patate come da noi, c'è un Parlamento assediato: ciò non legittima la nostra distorsione, fa pendant.
    Ah, purtroppo non ho dato il giusto risalto all'aggettivo "illegale". I manifestanti (non i BB) della Val di Susa compiranno un atto illegale "mirato" (sabotare le reti) non si metteranno a dar fuoco a delle baite. Se lo faranno a volto scoperto bene, e comunque dovrebbero prepararsi a essere arrestati. Questo è il punto secondo me. Piacerebbe anche a me che le forze dell'ordine si unissero a loro con i fiori nelle canne dei fucili (non ti sto prendendo in giro) ecc. Ma io mi sforzo di partire dal presupposto che ci sono persone elette da noi stessi a ogni livello istituzionale. I cittadini subiscono "ingiustizie" che sono legalmente legittime perché svolte da persone democraticamente elette.

    *****
    Se ancora non è cambiata, è curioso come l'homepage de Il Fatto Quotidiano riporti l'espressione "cittadini belanti" riferita dai BB agli elettori appunto. Curioso perché, a mio parere chiaramente, senza l'esistenza dei pecoroni i BB non esisterebbero nemmeno loro. Io vorrei che i pecoroni fossero sempre meno.

    Una domanda finale, che è una riflessione anche.
    Ammettiamo anche che si arrivi "tranquillamente" alla fine della Legislatura.
    Si andrà a nuove elezioni.
    Ogni italiano (eccettuati ovviamente quelli che pensano che una paruta minoranza debba imporre la propria volonta con la violenza e la lotta armata) avrà la possibilità di fare piazza pulita nelle urne delle facce di merda che ci governano e affini.
    Se non accadrà di chi sarà la colpa? Dei poliziotti? Della Casta? Degli elettori?
    In una Dittatura il problema non si porrebbe come ben sapete: solo punti esclamativi.
    Obbedire! Subire! Coccodrillolacrimare!

    Finisco col dire che francamente mi sorprendo sempre più come nella Blogosfera ci si possa confrontare intelligentemente e non banalmente.
    <3 coni gelato in ordine sparso

    RispondiElimina
  16. Solo due precisazioni riguardo a mie frasi da te riportate (e un profondo rancore perché mi hai fatto far tardi al lavoro per leggere il tuo post)
    Il termine compagni l'ho usato perché "autonomi" mi sembrava pateticamente nostalgico parlando del 1985, anche se lo erano sicuramente. Non mi sento compagno di qualcuno per ideologia, peraltro non sono comunista.
    Quando dico di non voler condannare aprioristicamente la violenza non uso a caso l'orribile "aprioristicamente", non mi andava di unirmi al coro di sdegno, ho certamente un mio giudizio sul teppismo e sul vandalismo, e sabato di questo si è trattato.
    Non mi voglio però unire alla condanna di gente che in virtù del sacrosanto primato della parola e dei metodi democratici in più di un occasione ha etichettato i partigiani come terroristi, tanto per dire.
    Ti chiedo Malcolm X era un terrorista, un teppista, un delinquente?
    Non è possibile(solo possibile non auspicabile) che anche in una democrazia si creino condizioni tali di ingiustizia che possano in qualche modo giustificare anche l'uso della forza?

    D'accordo sul fatto che non ci troviamo in una dittatura, anzi per quel che mi riguarda anche Berlusconi non è la causa di nulla, ma la conseguenza.
    Eletto da un popolo in grande maggioranza mediocre, umanamente mediocre.
    Ciao e buona serata

    RispondiElimina
  17. Mi viene spontaneo chiederti: ma dove vuoi che saltino gli anarchici insurrezionalisti (per giunta!)? Al supermercato?
    Se non ad una manifestazione anti-Stato?
    Nel pensiero anarchico, quello reale di chi lo conosce, non esiste la parola "imposizione" è per questo che penso sia utopistico che 60 milioni di italiani capissero spontaneamente che senza uno Stato potrebbe esistere un altro modello si società evoluta.
    Ma tanto, sono solo una sognatrice.

    Io non ho MAI detto di essere in una dittatura, è assurdo solo pensarlo, se si sente dire in giro però capisco il perchè lo dicano (sbagliando o comunque non riflettendo troppo sul vero significato della parola).

    Sarà ovviamente colpa degli italiani rispondo ma vado oltre e penso se invece le facce nuove che subentreranno, una volta avuta la poltrona, manterranno davvero la promessa e l'obbligo morale di lavorare facendo l'interesse del cittadino?

    Ci auguriamo tutti di sì con tanti mazzolini di fiori in mano...:)

    Grazie per il bel post e l'opportunità di discuterne con tranquillità, comunque a me non sorprende, basta scegliere i luoghi giusti anche nella blogosfera.
    Non spereresti di farlo certo tra i commentatori su YouTube? (ah ah ah).

    Cono gelato anche a te.

    RispondiElimina
  18. @giovanni: ciao Giovanni grazie delle precisazioni.
    Manco io sono comunista e non ho compagni, nemmeno una compagna al momento (la "compagna" non è per sfottere sia chiaro, è proprio per dire ironicamente che la parola compagna ha un significato affettivo, mentre diffido sempre da certe parole aggregative - compagni - a prescindere, come se si fosse accomunabili da ideologie prestampate).
    Su sabato è tutto chiaro, la "violenza" come scontro fisico non ci penso nemmeno a condannarla a priori, non sono un "abatino virtuoso", ma quando diventa violenza gratuita e premeditata fine a se stessa, allora la situazione è diversa, e sabato infatti alcuni questo hanno fatto.
    Non ho l'abitudine di dare giudizi a cose fatte quando magari beneficio anch'io dell'operato di chi ha agito in un contesto che non è l'attuale, probabilmente chi usa "terroristi" come sinonimo di "partigiani" è chi ha convenienza o rancore per farlo; io non do nemmeno dei comunisti ai partigiani perché penso che tra loro ci fossero varie presenze sociali.
    Penso sia una piaga l'uso della parola per infinocchiare la gente, fare "melina" e non arrivare mai ai fatti. Penso però che le parole dovrebbero essere usate per inchiodare la gente proprio alle parole che dice; in modo che si impari a parlare meno ma a proposito, in politica. Però mi spaventa, sempre nei Black Bloc, l'insofferenza che trapela verso ogni forma di idea e progetto dell'agire.
    Si passa dal predicare e basta all'agire senza ragionare, dalla padella alla brace.
    Riguardo Malcolm X, per quel che so dall'autobiografia che ho letto, il punto è che in ogni caso c'erano il "movente" di discriminazioni razziali e sociali alle quali opporsi. Prima ancora di catalogarlo guardo non tanto al cosa ha fatto ma a "come" era lo scenario.
    Io in quello che ho scritto mi sto limitando a guardare ai Black Bloc, e non capisco che movente e che fine o che rappresentanza sociale abbiano. Non lo dico retoricamente. Vorrei proprio sapere, per capire, chi e cosa mi rappresentano di propositivo.
    Per questo motivo (e ripeto, tutto ciò che ho scritto scaturisce in merito ai Black Bloc) riguardo ai BB prima del "se" non capisco "perché" io debba valutare "motivata" o "ragionevole" la loro violenza. Non capisco che fine logico e sociale abbiano.
    In questi giorni sento in giro (non qua sui blog) che sono la risposta a un disagio sociale o uno stimolo di soluzione al problema, e francamente mi sembrano analisi un poco allucinate.
    Ti chiedo scusa se (forse non l'ho fatto ma nel caso fosse accaduto) ho riportato a sproposito le tue frasi, ma mi pare di averle interpretate abbastanza correttamente e in questo caso in buona parte sono d'accordo, una volta chiarito il concetto "uso della violenza".
    Invece ti chiedo sicuramente scusa per l'imprevisto di averti fatto sforare i tempi di uscita dal lavoro. Non era mia intenzione alterarti.
    Grazie ancora e un saluto.

    RispondiElimina
  19. ciao naturalmente scherzavo riguardo al ritardo al lavoro. Non so se hai visto il video di quel coglione(detesto la consuetudine di dare del coglione ma quando ci vuole ci vuole) su Il Fatto Quotidiano,io ho dei forti dubbi sulla veridicità della cosa, in ogni caso credo ci siano le risposte a ciò che dici di non capire, non hanno nessuna funzione sociale.
    Mi piace che mi si parli francamente, io cerco di farlo, non hai nulla di cui scusarti, non mi aspetto che gli altri non dicano cose che possano essermi sgradite, e in ogni caso non è successo.
    Buona notte

    RispondiElimina
  20. @giovanni: Bene. Immaginavo scherzassi, ma su questioni abbastanza serie ho proprio questo limite caratteriale. Non riesco a essere distaccato, perdo la solita nonchalance scanzonata e divento un poco rigido e stocafisso sul fatto di poter urtare il prossimo, in quei casi che non me lo prefigga volutamente. Nel dubbio prendo "troppo alla lettera" ogni frase, piuttosto che sottogamba. Davvero un difetto mio.

    Piace anche a me la franchezza, e la differenza di opinione non è un problema.
    Mi preoccupa invece sempre, specialmente nelle relazioni epistolari e non dal vivo, il rischio di incomprensioni in ciò che si dice.
    Anche per questo spesso tendo a replicare ai commenti, non per avere "l'ultima parola" ma per confermare "come ho inteso da parte mia".
    Il video ho capito di quale parli, ma non ho fatto in tempo stasera, domattina a colazione senz'altro. Grazie dell'alert.
    Notte

    ps: non replicare a questo commento, senno mi tocca ricommentare per confermarti che ho inteso in un certo modo ;) (scherzo)

    RispondiElimina
  21. @Obi: "ma dove vuoi che saltino gli anarchici insurrezionalisti (per giunta!)? Al supermercato?"
    La domanda a me non serve, lo sappiamo entrambi dove saltano fuori. Alle manifestazioni.

    "Nel pensiero anarchico, quello reale di chi lo conosce, non esiste la parola "imposizione" è per questo che penso sia utopistico che 60 milioni di italiani capissero spontaneamente che senza uno Stato potrebbe esistere un altro modello si società evoluta."
    Io non entro nel merito della dignità del pensiero Anarchico Insurrezionalista.
    Trovo solo, come dire, bizzarro che gente allergica al concetto di imposizione, pensi però di "imporre" a 60 milioni di persone la presa di coscienza dell'esistenza degli AI.
    Non so se una forma alternativa di società evoluta sia possibile, penso soltanto sia molto improbabile che entri nei cuori di 60 milioni di italiani se viene promossa con assaggi di auto incendiate e vetrine in frantumi.
    Magari "Fuga da New York" sarà la loro terra promessa, ma finora io vedo una minoranza che vuole violentemente sovvertire una costruzione (la democrazia) dove le regole le fissa la maggioranza.
    Purtroppo (e dico purtroppo) le minoranze non hanno mai diritti integri, sia nelle democrazie sia - ancor peggio - nelle dittature.
    A meno che non sia la minoranza a stabilire una dittatura oligarchica.
    E non ce li vedo proprio degli AI insofferenti alle imposizioni che impongono la dittatura del rifiuto di ogni imposizione... roba da allucinazione politica da pasticcati forti :)
    Che a me piaccia o dispiaccia che il cane non riesca a mordersi la coda all'infinito, mi pare un dato obiettivo che si rischia di non realizzare mai lo scopo, se non garantire un perenne "famo casino e spacchiamo tutto", proprio in quel tipo di Istituzione (la repubblica costituzionale) dove forse più gli è garantito (o meno leso) il diritto di poterlo fare senza finire conciati troppo male.
    Insomma, che società immagina un AI (lo chiedo perché sono ignorante in proposito)? E se è una società insofferente alle regole (perché una regola prevede che magari occorre imporla a volte) come ci si organizza? Nel loro modello utopistico se una stampante sta finendo il toner, e la fotocopia è scadente, che si fa? La si incendia? O forse non esiste nemmeno la stampante? Perché occorre qualche regola per organizzare la produzione di una stampante.
    Boh. (ah, tutto questo discorso vale solo SE i BB di sabato erano AI, altrimenti io mai li ho scomodati nei miei discorsi).

    "una volta avuta la poltrona, manterranno davvero la promessa e l'obbligo morale di lavorare facendo l'interesse del cittadino?"
    Se non mantengo il compito li si licenzia alla legislatura successiva, cosa che in altre forme di governo non è possibile fare.
    Ma l'alternativa credibile qual è? Pestarli, minacciarli, destituirli con la forza?
    E dopo?
    Se non ci sono parti sane della società che si attivano, anche se si sbatte giù senza troppi riguardi chi non funziona, poi chi ne prende il posto? I buttafuori?
    Spero ti sia chiaro che "di pancia, d'istinto" faccio in fretta pure io a dire "riempiamoli di legnate 'sti politici stronzi che ci fottono ridendoci in faccia".
    E dopo che li hai legnati? A che serve, anche volendo accettarne i metodi, che una sparuta minoranza faccia casino se nelle teste della popolazione c'è l'atteggiamento mentale a fare "i sudditi", e non perché legati in catene ma per scelta di comodo, ovvero per rinuncia a non essere qualcosa di più?!
    E a queste ultime domande io non saprei proprio che soluzione dare, non sono Salomone, ma non credo che la soluzione sia prendere a sprangate la stampante.
    Davvero, boh! Un boh che significa solo boh, non so davvero che pensare!

    RispondiElimina
  22. Anch'io non ho la verità in tasca (nessuso ce l'ha, anche se magari lo pensa).
    Fatta questa premessa io volevo solo mettere in evidenza che tra i vandali imbecilli e ignoranti c'è in mezzo qualcos'altro.
    Spero non ti offenderai se ti dico che non posso spiegarti in questa sede cos'è l'ideologia anarchica, magari per cominciare potresti andare su Wiki (che come primo approccio va sempre bene).
    E comunque hai centrato il segno, l'atteggiamento mentale dei "sudditi" che purtroppo ci sarà sempre non potrebbe permettere a tale ideologia di espandersi e svilupparsi al "meglio" (esistono anche anarchici non violenti in ogni caso).
    Il punto è proprio che non dovrebbero "imporre" nulla se la gente non desiderasse la sudditanza...

    Spesso mi sforzo ingenuamente di pensare ad una convivenza sociale diversa ma poi la realtà mi mette con le spalle al muro e mi fa desiderare di possedere un pezzo di terra e l'essenziale per vivere, mandando a cagare quella realtà che non mi piace e che trovo inaccettabile.

    Tu ce l'hai un pezzo di terra da regalarmi per Natale? :)

    Vabbè, è stato come sempre un piacere venirti a trovare.
    Ciauz

    RispondiElimina
  23. Emilia Michelle Bernarda Soares22 ottobre 2011 01:44

    Kisciotte... Ogni singola tua virgola mi trova assolutamente d'accordo, quindi non so perché io stia commentando.

    Cit.
    ...Devono essere persone che "capillarmente cambiano la società", in ogni dinamica di relazione quotidiana, dal chiedere la ricevuta al ristorante al saper esprimere il proprio pensiero in ogni relazione quotidiana, e quant’altro.

    Ecco, io direi che qui sta il cuore del problema. Soprattutto il "quant'altro".
    Non vi può essere ombra di dubbio che l'abominio al quale siamo giunti lo abbiamo deciso noi italiani.
    Passo dopo passo. Dici bene. Anzi, benissimo.
    Se avessimo tutti pensato bene, predicato bene, razzolato bene e agito bene, forse non saremmo arrivati a questo scempio.
    Che facile dare poi la colpa a "loro", eh?
    Se continuiamo a tirare a campare fottendocene... ci fotteremo ancora con le nostre mani, come abbiamo fatto fino a ora. Anch'io non vedo più da tempo un nostro reale impegno quotidiano... R E A L E !! Coerenza, appunto!
    Quand'è che ci faremo un vero esame di coscienza? Quand'è che la smetteremo di pensare che tutto ci è dovuto senza muovere un muscolo?
    Hai ragione: il male peggiore sarà sempre quella croce a cazzo (o a convenienza) nell'urna! E chi non capisce questo, sarà perennemente la rovina di questo paese. Loro sì... da fucilare.

    Ma fattene una ragione anche tu. Il mediocre popolo italiano, qualunquista e individualista, guarda solo il proprio orticello da decenni. La colpa di tutto sarà sempre nostra e ce lo saremo meritato.
    (Sì. Libertà è partecipazione. Ma quanti comprendono che "partecipazione" non significa solo partecipare ai cortei di protesta e niente altro?)

    La speranza è l'ultima a morire, ma...
    "Colui che avendo frequentato
    gli uomini si fa ancora delle illusioni
    sul loro conto, dovrebbe essere
    condannato alla reincarnazione." :)

    "I sicari del popolo bue" era il titolo migliore per questo pacato, razionale e intelligentissimo post.
    Complimenti.
    Chiedo scusa per il trasudante pessimismo cosmico che mi pervade e grazie per l'accoglienza.
    Ora vado ad abbracciare il mio cavallo.

    RispondiElimina
  24. Ci sono eh, pant pant. Leggo tutto. Lascio un segno solo per testimoniare la mia presenza. Non ho niente da aggiungere, questo è un commento inutile.
    Ah sì: bel post e bella discussione.

    (parola captcha: prochur!)

    RispondiElimina
  25. @Obi:è sempre un piacere anche per me la tua visita.

    Ho compreso la tua replica, e ti rispondo giusto per darle considerazione.
    Prendili proprio come dei miei limiti.

    Di fronte ad atti di violenza vandalici fini a se stessi, in un paese che vivaddio garantisce civili possibilità di confronto, io ho il limite di non andare a vedere le differenti motivazioni che innescano la violenza (e mi riferisco solo a quelli che spaccano e incendiano come scopo prefissato). Ho il limite di condannarli tutti.

    Certamente approfondirò sull'Anarchia, anche perché un mio amico simpatizzante penso mi abbia anche già regalato un libro relativo, un anno fa, devo ritrovarlo e comunque userò wiki.
    Ma ho il limite che finché anche solo marginalmente l'anarchia preveda la violenza come quella di Roma, di non avere gran voglia di farlo subito.

    Penso che il punto sul quale abbiamo un approccio differente, ugualmente rispettabile, sia come guardiamo alla passività del (parola sempre ambigua) "popolo".
    Tu (se ho capito bene) vorresti un popolo più consapevole di se stesso, che non sia passivo e prenda in mano la propria esistenza responsabilmente, senza restare suddito di chi ne approfitta per fare il "dittatore" anche servendosi di regole democratiche che se non glielo impediscono è proprio per colpa dei "sudditi".
    E anche fino a qua, se la pensi così, andiamo a braccetto (poi ci lasceremo prima della camera da letto, perché come spieato a Sileno27, dove iniziano i girasoli finisce il nostro idillio :).
    Penso sia a questo punto che le nostre idee divergono.
    Tu vorresti un popolo che vive senza imposizioni.
    Io vorrei un popolo che nel momento che non subisce più imposizioni, inizia a delegare, in una società organizzata e complessa come uno Stato, la gestione istituzionale.
    Certo, se il risultato inevitabile è arrivare allo scenario odierno di "sudditanza", meglio lasciar perdere.
    Ma io ho davvero il limite di pensare che "imposizione" se si vuole convivere tra più persone è una parola necessaria che però dovrebbe assumere il significato di "rispetto delle regole stabilite da degli amministratori capaci costantemente preoccupati di favorire la vita sociale di chi, se non lavorano bene, stanno attenti e pronti a sostituirli, e non a piangersi addosso".
    Io vorrei questa organizzazione, che, se vai a vivere in campagna, oltre a zappare la terra magari puoi anche ricevere luce, gas, internet, e altro. Perché senza una struttura organizzata, senza una "rete umana", la vedo difficile poter avere una rete idrica, una rete fognaria, una rete elettrica, una rete del gas, una rete internet, una civiltà insomma.

    Io avevo un pezzetto di terra (la casa dove è nata mia mamma in Friuli e dove andavo sempre da bambino) ma l'hanno venduta qualche anno fa, perché si invecchia e, purtroppo, si perdono le radici, con l'aggravante che io, in una città, non so mettere radici nell'asfalto.

    Ciao <3

    RispondiElimina
  26. @Emilia Michelle Bernarda Soares: Benvenuta Emilia ecc. :D Mi sembra di venire commentato da una giocatrice della nazionale brasiliana!

    Grazie del commento.
    Sia chiaro che, come ho scritto, io non mi voglio spacciare per l'esempio vivente della partecipazione sociale, che sta qua a fare la morale agli altri, ecc. Potrei anche essere il primo dei menefreghisti, e non avrei comunque difficoltà a dire che, nel caso, sarei uno di quelli da "fucilare".

    Mi piace che hai precisato un punto che forse io non avevo scritto, ovvero che si rischia sempre di più di prendere il polso al paziente in misura delle manifestazioni di piazza. Personalmente non le amo tanto, diffido molto dal poter elaborare qualcosa marciando in strada. E' un segnale certo, ma se oltre le manifestazioni o addirittura "al posto delle manifestazioni" manca il quotidiano "sussurrato, dialogato" impegno a costruire qualcosa insieme, le manifestazioni diventano solo un sintomo ingannevole di malessere e non di cura.

    Beh, tu ti scusi ma sono lacrime di coccodrilla!
    La vedo dura non essere pessimista, se prima mi posti un aforisma dell'apprezzato Emil Cioran! :D

    Meglio abbracciare un cavallo di un coccodrillo!
    Ciao e grazie ancora ;)

    RispondiElimina
  27. @la donna camèl: ciao, spero tu abbia ripreso fiato! Che fai venire il fiatone pure a me sennò uff! pant!
    Grazie.
    (io mi impegno a lasciarlo il captcha, perché alle volte commento senza accedere, e mi piace, pure sul mio blog, provare quell'emozione di saper fare una cosa dove la macchina non arriva!)

    RispondiElimina
  28. Facciamo un po' il punto di tutto.
    I black bloc hanno sfasciato tutto perchè questo, a loro dire, sarebbe l'inizio della fine di questo "regime"??????
    L'Italia oggi è in un regime dittatoriale dal quale deve liberarsi???????
    Con le manifestazioni pacifiche bandierine, trombette, canzoncine, mazzolini di fiori si cambia il mondo??????

    No direi che qualcosa non va proprio in tutto questo.

    I black bloc a cosa servono?
    Direi che è chiaro come il sole: siamo e insieme a noi lo è mezza Italia, qui a parlar di loro senza affrontare altri più spinosi argomenti già da una settimana e questo a una classe politica marcia che non ha idee serve eccome.

    L'Italia è in dittatura?
    Non direi proprio, in questo paese ogni essere vivente può fare, più o meno, ciò che vuole, soprattutto decidere da chi essere governato, quindi la schifezza di classe politica di oggi l'abbiamo scelta noi, ora non abbiamo il diritto di scegliere i candidati ma quando lo avevamo la classe politica non era differente, su questo converrete spero.

    Le manifestazioni pacifiche cambieranno il mondo?
    Direi proprio di no, affrontare un avversario, in ogni contesto, significa studiarlo, studiare le sue debolezze e colpire li.
    La debolezza del sistema capitalistico attuale ( non solo in Italia, sia chiaro ) non è certo la sensibilità verso le manifestazioni, fatene anche una all'ora e nulla cambierà, toccate i loro soldi anche solo una volta e tutto cambierà.

    Come fare?
    I mezzi sono tanti, alcuni elencabili altri meno, ne cito nominalmente solo alcuni dei quali posso a tempo fornire spiegazioni: Sciopero bianco, boicottaggio mirato, sciopero televisivo, obbedienza assoluta al regolamento, etc etc...

    Da buon anarchico quale sono, non credo molto nelle istituzioni, non quelle di oggi occupate da costoro ma quelle di sempre, per ragioni troppo lunghe da elencare qui, tuttavia non digerisco molto bene accostare la parola anarchia a un gruppo di sfasciatori che poco o nulla delle idee anarchiche "nobili" conosce e pratica.

    Se siete dei pacifici manifestanti vi rispetto.
    Se siete dei black bloc che sfasciano tutto quanto un po' meno.
    Se volete cambiare veramente questa società vi invito tutti a pensare molto più profondamente a quale società vorreste, come instaurarla e soprattutto a come abbattere lo status quo.
    Un saluto a tutti

    RispondiElimina
  29. @Anonimo: grazie.
    Penso che quanto dici sia rivolto un po' "a tutti quelli che leggono". Comunque, come autore del post, ti rispondo per me.

    Riguardo ai BB, mi interessava soltanto distinguere tra chi arriva anche allo scontro fisico di piazza e chi va in piazza avendo come fine premeditato la violenza e l'incendio.

    Come già detto, io dell'Anarchia non ho conoscenze tali da poterla valutare, però farei l'ignorante che intenzionalmente la rifiuta a priori se avesse a che fare con i fatti di Roma.

    Riguardo alle manifestazioni, sia pacifiche che non, credo servano a poco se dietro il corteo "spettacolare" non c'è un quotidiano impegno sociale e (non è una parolaccia) politico dietro le quinte (ma l'ho già detto nella risposta a Emilia.

    Potrei essere in tutto d'accordo con te riguardo al sistema capitalistico, o di "regime mediatico" ecc.
    Dico "potrei" non per manifestare perplessità, ma perché non ho nemmeno bisogno di essere d'accordo.
    Il mio punto di vista, opinabile sia chiaro, è che in un sistema parlamentare e rappresentativo, con diritti costituzionali come il nostro, esistono strumenti per far arrivare le persone giuste nei luoghi giusti.
    In una dittatura uno chiuso a chiave e ammanettato dentro una stanza che s'allaga può ricorrere a ogni mezzo per tirarsene fuori.
    In una democrazia trovo un po' bizzarro sfondare il muro con l'esplosivo quando basta girare la maniglia e la porta si apre.
    E l'acqua defluisce.
    Certo occorre voglia, caparbietà, e l'intelligenza di saper girare la maniglia.

    Non spreco una parola in più a dire quanto faccia schifo lo stato delle cose.
    E che in un altro momento storico sarei il primo a caldeggiare ogni mezzo che giustifichi il fine.
    Ma abbiamo la "sfiga" di essere in un sistema di governo che offre gli strumenti per cambiare.
    E trovo avvilente non accettare l'idea che la maniglia è lì, le persone non sono incatenate, e per "liberarle" si sfondi la parete a picconate.
    Se ci rassegna all'idea che "libere elezioni" sono sterili come le manifestazioni, non riesco a immaginare soluzioni alternative per un domani diverso, se non un regime di governo nel quale non ci si porrà più il problema di "libere elezioni", non si voterà più.

    Alle tue domande non credo di poter dare risposta, non sono l'Oracolo, ho già i miei dubbi, magari altri che leggono.
    Cerco solo di scartare le incoerenze.

    RispondiElimina
  30. Intervengo solo per chiedervi una cosa:
    Ma perchè continuate a parlare di dittatura???

    PS
    Felice di sapere che qualcuno conosca le "nobili" idee dell'Anarchia.

    RispondiElimina
  31. Emilia Michelle Bernarda Soares22 ottobre 2011 18:49

    @Kisciotte: prego.
    Hai già letto questa lettera ai BB?

    "Sul 15 ottobre" di Marina Petrillo

    RispondiElimina
  32. @Obi: Personalmente, come sai avendo letto il mio post, io mi sono "sgolato i polpastrelli" a rimarcare che non esiste alcuna dittatura, nel senso tecnico del termine.
    C'è evidentemente chi, anche qua nei commenti, ritiene sia in atto un "regime mediatico" o che siamo vittime di un sistema socio-economico di un certo tipo.
    Per me il "lasciarsi bistrattare" non è sinonimo di essere vittima di un regime. Se non esercitiamo i nostri diritti, non c'è assenza di dittatura che tenga. Intanto ce la autoesercitiamo.
    Spero ti arrivino risposte anche da altri.

    @Emilia: grazie del link, no non avevo letto, ma ora provvedo. ;)

    RispondiElimina
  33. Kisciotte, credo che non ne uscirai più da questo tunnel ...;)

    RispondiElimina
  34. @S.: aiutooooo! sono qua da troppo tempo, non ci vedo più! è tutto buioooo! aiutooooo! qualcuno mi porti fuori! ho perso l'orientamento!!!! è tutto così black qua sotto!!! sono sotto un bloc di fredda roccia! soccorkisciotteeeee!!!

    RispondiElimina
  35. ma dai, niente panico ...e' quello della Gelmini :)





    verifica parole : piccon...( odio questa cosa, mi prende in giro) uffa:(

    RispondiElimina
  36. @S.: a posto sono! Non arriverò mai alla fine! Se passa un neutrino magari faccio l'autostop

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.