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lunedì 3 giugno 2013

Bad to the cone!

Uscire da Wally reggendo raggiante un maestoso cono pistacchio (gusto premier!) e bacio, con tanto di cialda, è qualcosa di emotivamente prezioso. Ma incrociare un bambino nei pressi dal vicino oratorio e, con cherubico, ciglioso sguardo da cerbiatto, ostentare voluttuose lappate avvolgenti, mentre lui ti fissa il gelato deglutendo invidia, disposto a vendere anche la madre pur di averlo, te lo fa gustare come non mai!

Ed ecco Anna, altra conista per un giorno.
A che serve invidiare, quando si può andare direttamente alla fonte del piacere?


K.

mercoledì 29 agosto 2012

Bacio erotico con lingua

È che a me il bacio senza lingua non dice niente.
La voglia non manca mai e il piacere, dopo le prime leccate, monta insieme all’intimità.
Tutto il resto – problemi di ogni giorno, trambusto, estranei – viene tagliato fuori.
Restiamo soltanto io, la fonte del piacere, e una lingua avida.
Comincio con sapienti e leggere pennellate avvolgenti, periferiche.

giovedì 18 agosto 2011

Ogni bacio ha le labbra che merita

Avevo circa 15 anni quando subii un gol dalla distanza da puffo falegname.
Puffo falegname, con la sua asse di legno e la sega nell’altra mano, era perfetto come estremo difensore della porta fatta con i Lego.
Subire un gol dal portiere fu davvero un evento traumatico.
Perché io a 15 anni giocavo a calcio coi puffi sul tavolo di formica della cucina, contro il fratellino, usando un dado da gioco come pallone.
Seppi riprendermi in fretta da quell’incubo, andando in gol con puffo nero e col mio portiere puffo domatore.