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sabato 13 aprile 2013

Istanti di felicità rubati all'eternità

“Un centesimo di secondo qui, un altro là, sommati insieme non saranno che due o tre secondi rubati all’eternità.”
[Robert Doisneau]

Le baiser blotto


giovedì 8 novembre 2012

Essere alla catena

Dell’essere in catene, della catena, non fa paura il vincolo, il limite.
La catena può spaventare un osservatore esterno.
Chi è incatenato, come un cane, di ben altro ha terrore, terrore cieco.
È il movimento la condanna di chi è alla catena, non la catena.
Sbagliava Dante quando scriveva “Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate”, sulla porta dell’Inferno.

martedì 11 settembre 2012

Impasto umano

Essendo ogni vita un impasto d’esperienza ed emotività, non tutti siamo amalgamati degli stessi ingredienti, né per dose né per quantità. Di queste miscele esistenziali ci sono tante varianti quanti sono gli esseri umani esistenti, esistiti ed esistibili. Così tante che a confronto i miliardi di combinazioni possibili del genoma, sono davvero poche e prevedibili.
Alcuni ingredienti sono però basilari, per un impasto che possa dirsi tale. Farina, olio, lievito, acqua potremmo abbinarli a realizzazioni personali, amicizie, amore, esperienze belle, brutte, noiose, rumorose o silenziose.

mercoledì 15 agosto 2012

Nel dì di ferragosto



In una grande città, il dì di ferragosto ha sullo spirito un effetto di spurgo. Offre, il dì di ferragosto, l’opportunità di sgravarsi di ciò che è frastuono e confusione.
Più che offrire tale strumento, il ferragosto lo impone. Afferra il fardello di tanta superfluità accumulata, togliendocelo di dosso, sgravandocene. Ci ripulisce, il dì di ferragosto, della presenza superflua, sia essa organica o inorganica. Il dì di ferragosto, come una gigantesca, saggia scopa di saggina, spazza via, sotto un cielo di sole, la polvere e le briciole di ciò che pensavamo servisse, invece non serve. Nel dì di ferragosto, il sole asciuga e alleggerisce gli stracci dell’esistenza. Almeno oggi, tornano a essere leggeri, vibranti al vento. È essa leggerezza che, chi vuole, può provare a cogliere, librandosi su correnti ascensionali, su ali di condor.
Il dì di ferragosto spazza via il frastuono, la confusione, l’ipercinetica isteria, l’untuosa ilarità, la ridondanza di parole marcite all’umido nelle pieghe di vite altrimenti ammuffite.

giovedì 9 agosto 2012

Cenere

Verrà la notte
quando i tuoi occhi si chiuderanno
Non vedrai più il rosso o il bianco della pelle
non vedrai più il nero, non vedrai più il giallo
Nessun colore di guerra per distinguerti
niente più grida di battaglia
Solo le verdi fronde degli alberi
sotto i quali riposerai portato dal vento
Ma tu non vedrai neanche il verde delle foglie
né l’azzurro del cielo
Non vedrai l’arcobaleno dei prati in fiore
Verrà la notte
nel silenzioso sguardo del Grande Spirito
quando i tuoi occhi si chiuderanno per sempre
Rimarrai solo col grigio della tua cenere
l’unico colore di tutte le ceneri
Ti resterà soltanto il grigio da guardare
E grigi saranno tutti i tuoi arcobaleni perduti
[Corvo Bigio]*


K.

*[Topo Gigio] mi sembrava azzardato

venerdì 27 aprile 2012

Chi s’accontenta gode? (parte prima)

Chissà com’è che certe espressioni, infallibilmente, le trovo sempre sulla bocca di certe persone.
Chi s’accontenta gode.
Persone dalla vita stabile, certa, coraggiosamente edificata su solide fondamenta di paura della propria ombra. Per puntellare e confortare la rinuncia a tentare un qualcosa di non calcolato, di non prevedibile, ti dicono che “Chi s’accontenta gode”.
Sapersi accontentare, saper cogliere la positività in ogni frangente, saper vedere un bicchiere mezzo pieno, possono essere belle qualità. Aiutano anche a tirare avanti in certi momenti, veri espedienti psicologici di salvezza.

domenica 1 gennaio 2012

I brindatori del tempo perduto

Inizia un nuovo anno.
Si rinnovano gli auguri.
“Buon anno!”
“Ti auguro tanta felicità!”
“Possa il 2012 donarti ciò che l’anno precedente non ti ha recato!”
Come ogni anno, come ogni data solenne, facciamo tappa sulla via del tempo.
Refrigeriamo i corpi, bivaccando all’ombra del nostro trascorrere.
Rinnoviamo riti e formule scaramantiche.
Stappiamo spumante, tagliamo pandoro e panettone.

mercoledì 2 novembre 2011

eclisse

non ho più lacrime ormai
sono cadute
a una a una
come stelle
che si staccano dal cielo

martedì 18 ottobre 2011

Andrea Zanzotto, poeta di campagna

Come sono stupido e presuntuoso a volte.
Maledetti black bloc e soprattutto maledetto me.
Ho scritto un post sugli incidenti di Roma, di sabato 15 ottobre.
E a quei lettori che hanno commentato ho promesso un secondo post per dare la dovuta visibilità alle loro considerazioni e alla mia risposta.

E oggi ero così affannato nell’argomentare sul senso della violenza e sul fare del male agli altri, magari fino alla morte, che mi sono distratto dal senso della vita.

domenica 15 maggio 2011

Non applaudite, ma sto facendo progressi

Sono ormai diverse settimane che è nato questo blog.
Sono forse bastate, a malapena e forse, a stabilire il nome del blog e la piattaforma sulla quale realizzarlo.
Ho trascorso decine di ore a cercare e leggere nei forum le discussioni tra i sostenitori di wordpress e quelli di blogger. Come dicono gli inglesi “I compared pros and cons” e alla fine pare che, per un beginner, Blogger sia da preferirsi “hands down”.